I DOCUMENTI DELLA SEZIONE:

19 Luglio 2018: in ricordo di Peppino

Anpi Monza e Aned Monza-Sesto S. Giovanni esprimono il loro cordoglio per la morte improvvisa e prematura di Ruggero Cigola – più conosciuto come “Peppino” – del Centro Sociale “Foa Boccaccio 003”, stroncato da un malore lo scorso 14 luglio nei pressi di Barcellona.
Come Anpi e Aned ricordiamo Peppino per il suo entusiasmo e la sua generosità in tanti momenti di mobilitazione legati ai valori della Resistenza e dell’Antifascismo.
Solo per citarne alcuni: la realizzazione insieme ai compagni della Foa Boccaccio 003 dell’Albero del Deportato, installazione permanente in Via Azzone Visconti a Monza, dedicata agli operai antifascisti monzesi deportati nei campi di concentramento e sterminio nazifascisti dopo gli scioperi del marzo 1943 e 1944. La partecipazione alla manifestazione del 25 Aprile “Questo è il Fiore del Partigiano” al Campo dei Partigiani del cimitero di Monza. Nata nel 2009 per respingere provocazioni fasciste nel Giorno della Liberazione, è culminata negli ultimi due anni con il presidio dei cancelli per l’intera giornata.
Se ciò è stato possibile è anche grazie a compagni come Peppino, che ricorderemo per la sua carica umana e politica.

Anpi - Sez. “Gianni Citterio” Monza
Rosella Stucchi

Aned – Monza-Sesto S. Giovanni
Milena Bracesco


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6 Aprile 2018: APPELLO 25 APRILE 2018 - CITTA' DI MONZA

APPELLO per il 25 aprile 2018 nella città di Monza
73° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo

Dal 2009, la mattina del 25 aprile, presso il Campo dei Partigiani del cimitero di Monza si svolge "Questo è il fiore del Partigiano", partecipata e importante manifestazione per ricordare le vicende umane e politiche dei partigiani e degli antifascisti monzesi e, allo stesso tempo, impedire le parate nazifasciste dei militanti di Lealtà Azione verso il campo della R.S.I.

Appreso che questa provocazione avrebbe avuto luogo nel pomeriggio, il 25 aprile 2017, grazie a una grande mobilitazione di cittadini, associazioni, partiti e organizzazioni sindacali che hanno raccolto l’appello di Anpi e Aned, "Questo è il fiore del Partigiano" si è protratta per l’intera giornata. In un intenso e coinvolgente susseguirsi di testimonianze, letture, musica, si è impedito a qualunque schieramento di estrema destra di varcare i cancelli. Nè la mattina né il pomeriggio.

Anche quest'anno ci poniamo il medesimo obiettivo: costruire un momento significativo di ricordo e valorizzazione della memoria storica resistenziale e, parallelamente, evitare ogni provocazione neofascista in città nel giorno della Festa della Liberazione.

La costruzione di questa giornata si sviluppa in un contesto delicato: campagne d’odio e intolleranza al grido “prima gli italiani” hanno prodotto la tentata strage di matrice razzista a Macerata e l’assassinio a Firenze del senegalese Idy Diene. Esponenti di organizzazioni neofasciste come Lealtà Azione, Casapound, Forza Nuova, sono stati eletti nelle istituzioni locali e nazionali in partiti della destra. In generale si registra un preoccupante clima di legittimazione e accettazione del fenomeno dell'ultradestra.

La Brianza non fa eccezione, come ci ricordano ad esempio i fatti accaduti recentemente a Desio, con l'irruzione squadrista di un gruppo di Forza Nuova durante l'approvazione della mozione antifascista e le minacce violente ad una consigliera comunale. A Monza, il 19 gennaio l’Amministrazione Comunale ha permesso ad associazioni legate a Forza Nuova di presentare al Binario 7 il libro revisionista "I grandi killer della liberazione". Una consigliera di Monza ha subito minacce analoghe alla collega di Desio, mentre in due occasioni elementi legati all’estrema destra sono stati protagonisti in città di aggressioni in locali frequentati dai giovani monzesi. Tutto questo ha ripetutamente attirato l'attenzione dei media nazionali, facendo diventare Monza un caso emblematico nel contesto di sdoganamento del neofascismo.

È a fronte di questa situazione che riteniamo importante e necessario che anche per il 25 aprile 2018 si rinnovi la presenza di tutti gli antifascisti e di tutte le antifasciste, da mattina a sera, al Campo dei Partigiani per vivere collettivamente la Festa della Liberazione, ribadire che in Brianza è viva e reattiva una forte componente antifascista e antirazzista, respingere ogni eventuale provocazione fascista, ribadendo che il fascismo non è un’opinione, ma un crimine. Invitiamo quindi cittadini, associazioni, sezioni ANPI, partiti e sindacati a far confluire nella giornata del 25 aprile a Monza i propri percorsi antifascisti.

ANPI Monza - Rosella Stucchi
ANPI Monza Brianza - Loris Maconi
ANED Monza - Sesto S. Giovanni - Milena Bracesco


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16 Marzo 2018: Adotta un Partigiano

Grazie a Maurizio Vagnetti, membro del nostro comitato direttivo, e a Stefano Zocchio, che cura il sito ANPI di Monza, è stato realizzato questo progetto che si propone la catalogazione, la cura e la visibilità delle targhe che ricordano il sacrificio dei partigiani uccisi durante la lotta di Liberazione nella città di Monza e in altri luoghi dove sono morti partigiani monzesi.

Con il progetto si chiede agli iscritti all’ANPI di Monza di prendersi cura, adottare, un partigiano e di curarne la relativa targa, tenendola pulita, ponendovi fiori e/o altro almeno una volta all’anno in concomitanza con la data in cui viene commemorato il sacrificio del partigiano adottato.

Per ogni targa è stata creata una scheda che contiene sia le immagini dei Partigiani citati, sia le notizie disponibili relative alle loro vicende di vita e di morte; ove possibile le schede verranno anche poste vicino alle targhe per integrare le poche informazioni normalmente riportate sulle stesse.

Il progetto prevede anche l’accesso alle pagine ad esso dedicate sul sito dell’ANPI di Monza, per vedere le schede di ogni targa e il richiamo ad altre pagine che possono arricchire le storie, le vite i fatti...

www.anpimonza.it/adotta-un-partigiano.html;

oppure tramite il QRCODE opportunamente stampato sulle schede e applicato, come e dove possibile sulle targhe stesse.

Non sono previsti particolari formalismi per la gestione del progetto: chiunque desideri adottare un Partigiano lo faccia con i propri strumenti di pulizia e abbellimento, quando può e nel rispetto della legge.

Se volete comunicare le vostre adozioni o i vostri suggerimenti potete contattarci con una e-mail (indicando nell’oggetto: ADOTTA UN PARTIGIANO) ad anpi.monza@gmail.com.

In questi giorni il progetto è stato anche ampliato con l’aggiunta di murales, monumenti, strade… Sulla pagina del progetto trovate il file PDF con tutte le schede fin qui realizzate.

BUONA ADOZIONE A TUTTI

Rosella Stucchi, presidente ANPI Monza

21 Gennaio 2018: COMUNICATO SUL PRESIDIO DEL 19 GENNAIO

21 gennaio 2018

ANPI e ANED esprimono soddisfazione per la partecipazione al presidio antifascista di venerdì in piazza Centemero e Paleari: è stata una mobilitazione importante durante la quale è stata denunciata la presenza di forze fasciste nella nostra città e sono state raccolte tante firme all'appello "Mai più fascismi" promosso da molte associazioni.

Apprendiamo che sabato mattina al ponte dei Leoni ci sono stati momenti di tensione e scontri tra aderenti a Casa Pound, Lealtà Azione e un gruppo di antifascisti

Questa è la dimostrazione di come la questione della presenza delle forze fasciste sia troppo spesso trascurata e sottovalutata, assumendo sovente il carattere di una questione di ordine pubblico. Dobbiamo denunciare e chiamare in causa le responsabilità di tutti i livelli istituzionali.

Come sempre ANPI e ANED prendono le distanze da ogni forma di violenza ma insistono perchè le Istituzioni non sottovalutino questo periodo di forte tensione per il riemergere di forze neofasciste e prendano ogni possibile provvedimento per contrastarle.

La nostra Costituzione è una Costituzione antifascista e anche i comportamenti di tutte le istituzioni dello stato devono essere improntati all'antifascismo.

Associazione Nazionale Partigiani Italiani Sezione Gianni Citterio - Monza
A.N.E.D. - Associazione Nazionale ex deportati politici nei campi nazisti Sezione Monza - Sesto San Giovanni

19 Gennaio 2018: comunicato ANPI Monza

19 gennaio 2018

Abbiamo ricevuto la comunicazione che la sala prenotata da ANPI e ANED per questa sera alle 21 al binario 7 per motivi tecnici e burocratici non è stata confermata. Si tratta di una decisione imbarazzante, frutto sicuramente anche di una certa non chiarezza nelle procedure di concessione delle sale.
Al di là di questo quello che conta è il problema politico.
Abbiamo più volte sollecitato il sindaco ad intervenire perché si evitasse una iniziativa grave per la la nostra città. Nessuna iniziativa è stata assunta. Si è preferito scaricare la responsabilità su altri soggetti.
Ribadiamo con forza la nostra richiesta: la presentazione del libro “I grandi killer della liberazione” deve essere impedita. Non è in discussione, ovviamente, la libera espressione delle idee. Si tratta di impedire iniziative che appaiono di pura propaganda e che tendono a falsificare la storia per tentare di ridare cittadinanza alle aberranti idee fasciste.
ANPI e ANED riconfermano il presidio che si terrà a partire dalle 18 presso la piazza Centemero e Paleari.
Chiediamo a tutte le forze democratiche e a tutti i cittadini di partecipare. La nostra risposta deve essere pacifica ma forte e determinata.
Per ricordare ed esprimere rispetto agli antifascisti torturati ed uccisi al binario 7 nel tardo pomeriggio le presidenti di ANPI e ANED deporranno una corona di fiori sotto la lapide che ricorda la storia dell’edificio.

Associazione Nazionale Partigiani Italiani Sezione Gianni Citterio - Monza
A.N.E.D. - Associazione Nazionale ex deportati politici nei campi nazisti Sezione Monza - Sesto San Giovanni

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17 Gennaio 2018: comunicato stampa - Lettera al sindaco di Monza Dario Allevi

Alleghiamo la lettera inviata ieri sera alle autorità e confermiamo il presidio in piazza Centemero e Paleari dalle ore 18 di domani venerdì 19. Alle 21 la presidenza di ANPI e ANED presenterà nella sala Woolf del Binario 7 il BOSCO DELLA MEMORIA, che verrà inaugurato il 27, dedicato ai 92 antifascisti monzesi deportati nei lagher nazisti

Al sig. Sindaco di Monza, Dott. Dario Allevi

17 gennaio 2018

Egregio Signor Sindaco,
abbiamo preso atto con soddisfazione delle sue dichiarazioni durante il consiglio comunale di Lunedi scorso a proposito della annunciata presentazione del libro “I Grandi killer della liberazione” venerdì 19 gennaio 2018.
In particolare abbiamo preso atto della sua di dichiarazione che affermava di non aver autorizzato l’utilizzo della sala Maddalena per tale iniziativa.
Ora veniamo a sapere che la presentazione del medesimo libro avverrà presso una sala del Binario 7, che è sempre uno spazio pubblico anche se gestito da una cooperativa per conto del comune.
Sussistono pertanto gli stessi problemi già da lei sottolineati.
Inoltre riteniamo inaccettabile che ciò avvenga proprio in quello che fu un luogo di tortura nazifascista, dove partigiani e oppositori al regime subirono torture e finanche la morte come Salvatrice Benincasa.
Proprio all’esterno dell’edificio ex G.I.L nel settantesimo della Liberazione venne posta una targa commemorativa.
Siamo certi che vorrà usare tutti gli strumenti a sua disposizione per impedire che nella nostra città, profondamente democratica ed antifascista, si tenga una iniziativa che riteniamo provocatoria.

Grazie per la sua attenzione


Associazione Nazionale Partigiani Italiani
Sezione Gianni Citterio - Monza

A.N.E.D. - Associazione Nazionale ex deportati politici nei campi nazisti
Sezione Monza-Sesto San Giovanni

17 Gennaio 2018: comunicato stampa - ANPI E ANED CONFERMANO IL PRESIDIO DEL 19 GENNAIO 2018

Il sindaco di Monza ha dichiarato in consiglio comunale di non aver mai dato autorizzazioni all’utilizzo della sala Maddalena per la presentazione del libro “I grandi killer della liberazione” . Prendiamo atto di questa dichiarazione. È un risultato positivo ottenuto anche grazie alla mobilitazione di ANPI, ANED e di un ampio schieramento di forze democratiche. Tuttavia riteniamo che la questione non sia risolta.

Infatti rimane il problema di fondo di chiarire i criteri in base ai quali vengono concessi gli spazi pubblici. È inaccettabile che forze che si richiamano esplicitamente all’ideologia fascista possano utilizzare per la loro propaganda spazi pubblici. La dichiarazione del sindaco non chiarisce nulla a questo proposito.

Per questo riteniamo di confermare il presidio già organizzato da ANPI e ANED che si terrà il giorno 19 gennaio in piazza Centemero e Paleari dalle 18 alle 21. È un’occasione di mobilitazione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per mantenere alta la guardia contro la presenza di forze antidemocratiche che diffondono un clima di odio e di divisione nella società.

Associazione Nazionale Partigiani Italiani
Sezione Gianni Citterio - Monza

A.N.E.D. - Associazione Nazionale ex deportati politici nei campi nazisti
Sezione Monza-Sesto San Giovanni

9 Gennaio 2018: comunicato stampa - presidio antifascista

Il 19 gennaio Carcano 91 (associazione che condivide con il partito di estrema destra Forza Nuova la sede provinciale di via Vignoni 13 a Meda) e Ordine Futuro (sito internet che divulga le tesi forzanoviste), hanno organizzato presso la sala Maddalena di Monza (concessa dal Comune) la presentazione del libro “I grandi killer della liberazione” di Gianfranco Stella.
Le sezioni Anpi e Aned di Monza denunciano con forza il tentativo di infangare la memoria partigiana da parte dell'autore e degli organizzatori della serata e, allo stesso tempo, la scelta da parte dell'Amministrazione comunale di permettere che ciò avvenga in una sala pubblica.
La storia della nostra città, dei partigiani, delle partigiane, degli antifascisti e dei deportati che hanno combattuto contro il nazifascismo non possono lasciare spazio ad alcun tipo di operazione revisionista.

L’ autore del libro, noto per altre pubblicazioni volte a denigrare il valore della Resistenza, è stato condannato dal tribunale di Ravenna, con sentenza n. 357/2017 pubblicata il 4 Aprile 2017, a risarcire a Carlo Boldrini la somma di € 15.000 per aver diffamato il padre Arrigo Boldrini “comandante Bulow” tramite il contenuto falso e denigratorio del libro in questione.
Tra i relatori: Ermanno Durantini che insieme ad altri candidati di Forza Nuova alle elezioni comunali di Milano del 2011, fu accusato di lesioni personali aggravate, esplosioni pericolose, violenza privata aggravata e porto di armi e oggetti atti a offendere; Norberto Bergna, anch'egli autore di pubblicazioni revisioniste, collaboratore di Memento, associazione legata a Lealtà Azione dedita alla memoria dei fascisti della RSI.

Chiediamo che la concessione della sala venga revocata.
Convochiamo il presidio antifascista a Monza il 19 gennaio 2018 dalle 18 alle 23, presso la piazza dedicata ai due martiri partigiani Centemero Paleari.
Invitiamo partiti, associazioni, sindacati, cittadini che si riconoscono nei valori dell’antifascismo, della Resistenza e della Costituzione a partecipare numerosi, riempiendo la piazza di contenuti, interventi, proposte culturali e a firmare l’appello nazionale MAI PIU’ FASCISMI.

Associazione Nazionale Partigiani Italiani
Sezione Gianni Citterio - Monza

A.N.E.D. - Associazione Nazionale ex deportati politici nei campi nazisti
Sezione Monza-Sesto San Giovanni

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29 Novembre 2017: comunicato congiunto Anpi Monza e Arci Scuotivento

Apprendiamo dal sito del Comune di Monza che Sabato 2 Dicembre l'associazione Bran-co (Branca Comunitaria Solidarista ONLUS) sarà presente in Piazza Roma con un mercatino solidale patrocinato dal Comune di Monza.
Come abbiamo piú volte denunciato, Bran.co è diretta emanazione di Lealtà Azione, organizzazione di estrema destra che si ispira a Leon Degrelle (ufficiale nazista del contingente vallone delle Waffen SS) e Cordelio Zelea Codreanu (collaboratore dei nazisti e fondatore della Guardia di Ferro Rumena, movimento nazionalista e antisemita i cui "legionari" compirono nel 1941 una strage di civili ebrei a Bucarest).
Numerose in tutta Italia sono le Associazioni che dietro iniziative benefiche di solidarietà, hanno in realtà l'intento di diffondere i disvalori del fascismo e del razzismo.
Riteniamo inaccettabile che il Comune di Monza dia il patrocinio e conceda la piazza centrale della Città all'iniziativa di un’organizzazione che si pone in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione Repubblicana e Antifascista.
Invitiamo, pertanto, la cittadinanza a boicottare il mercatino di sabato 2 dicembre, che altro non è che pura propaganda politica di un gruppo di estrema destra, che utilizza la solidarietà per fare proseliti e per autofinanziarsi.

ANPI Monza – Sez. “Gianni Citterio”
ARCI Monza Scuotivento

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8 SETTEMBRE 1943: RIGENERAZIONE DELLA PATRIA

Quando la radio annunciò l’avvenuto armistizio dell’Italia con le forze alleate anglo-americane, il Re era già fuggito e la mancanza di ordini superiori crearono lo sbandamento dell’esercito italiano.
I tedeschi, che già dal 25 luglio avevano iniziato a far arrivare alcune divisioni dalla Germania, presidiando i punti strategici dell’Italia, riuscirono a catturare oltre 600 mila soldati, sottufficiali ed ufficiali che furono tradotti nei campi di concentramento in Germania: 45 mila di questi non sono più tornati.
Molti resistettero ingaggiando veri e propri scontri: per la difesa di Roma nella battaglia di Porta San Paolo granatieri, paracadutisti e schiere di popolani combatterono con eroismo.
In Grecia, sull’isola di Cefalonia, la divisione Acqui resistette alle forze tedesche fino alla fine. Dopo i combattimenti coloro che si arresero non furono fatti prigionieri ma tutti massacrati: i morti furono 9500 soldati su 11500 e 390 ufficiali su 525.
Quelli che riuscirono a salvarsi si unirono alla Resistenza Greca.
A Piombino, dopo furiosi combattimenti, venne vanificato un tentativo di sbarco tedesco proveniente dalla Corsica: nello scontro vi furono 500 morti e 200 prigionieri.
Dopo l’8 settembre, diversi sfuggirono alla cattura nascondendosi e dandosi alla macchia; gruppi numerosi, organizzati soprattutto dagli antifascisti che operavano nella clandestinità, andarono in montagna e divennero Partigiani. Tra questi si distinsero i nostri Gianni Citterio e Gian Battista Stucchi.
Il 9 settembre a Roma nacque il C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) che chiamò gli italiani alla lotta e alla resistenza.
La guerra di liberazione durò 20 mesi: iniziò subito con le quattro giornate di Napoli durante le quali la popolazione insorta costrinse i tedeschi ad abbandonare la città ed il porto che era stato minato venne salvato.
In Italia Centrale e al Nord sorsero numerose brigate partigiane di ogni tendenza politica, ma con un unico scopo, far finire la guerra e dare la libertà al popolo italiano, creando un sistema democratico, riscattando l’Italia dal fango in cui il fascismo l’aveva trascinata.

NON DIMENTICHIAMO, TENIAMO VIVA LA MEMORIA STORICA.
L’8 SETTEMBRE NON FU LA FINE DELLA PATRIA, MA LA SUA RIGENERAZIONE


8 settembre 1943 – 25 aprile 1945
Guerra di Liberazione dal nazifascismo
20 mesi di una guerra senza quartiere
L’accanimento dei tedeschi contro gli italiani

ALCUNI AVVENIMENTI DOPO L’8 SETTEMBRE
• L’esercito italiano, rimasto senza ordini, si sfalda. 600.000 militari sono fatti prigionieri e avviati ai campi di concentramento in Germania e Polonia. 45.000 non sono più tornati.
• A Roma, Porta San Paolo, gruppi dell’esercito e civili tentano di fermare l’esercito tedesco senza riuscirci.
• A Cefalonia, in Grecia, la Divisione Acqui (10.000 militari) si rifiuta di cedere le armi ai tedeschi. Nella battaglia che ne seguì, 4.000 italiani sono fatti prigionieri e in seguito sono tutti fucilati.
• A Napoli la popolazione si ribella all’occupazione tedesca e, dopo 4 sanguinosissimi giorni, gli insorti costringono gli occupanti ad abbandonare la città, salvando il porto dalla distruzione.
• Il Governo Badoglio riorganizza l’esercito italiano (Esercito di liberazione Nazionale) e dichiara guerra alla Germania a fianco degli Alleati anglo-americani.
• Nell’Italia centro-settentrionale, dopo la liberazione di Mussolini, nasce la repubblica Sociale Italiana e si costituiscono altre formazioni para militari come la Decima Mas, la Muti, le Brigate Nere, la Guardia nazionale repubblicana e altre. L’esercito era al servizio dei tedeschi.
• Ex militari, scampati alla cattura dopo l’8 settembre, renitenti alla leva della repubblica sociale e antifascisti si riuniscono e nascono le formazioni patriottiche e partigiane.

Altre tragedie colpirono la popolazione civile:
• Fucilazione dei 7 fratelli CERVI
• 335 trucidati alle Fosse Ardeatine
• 189 (di cui 157 giovani) massacrati a Boves (Cuneo)
• 560 massacrati a Sant’Anna di Stazzema (quasi tutti anziani donne e bambini)
• 67 fucilati a Fossoli
• 42 fucilati a Fondo Toce
• 125 impiccati alla Cascina Benedicta (Appennini)
• Battaglia di Megolo (Repubblica dell’Ossola)
• 1836 persone massacrate a Marzabotto (vecchi, donne e bambini)

Queste sono le tragedie più note ma ogni paese e ogni città ebbero i propri martiri. Anche nell’Italia centrale la ritirata tedesca lasciò migliaia di morti.
Durante gli scioperi del marzo 1944, tedeschi e fascisti si accanirono contro gli operai: ne deportarono a migliaia nei campi di concentramento. Pochi fecero ritorno.
Nella guerra di Resistenza morirono:
46.000 tra partigiani e patrioti di cui 15.000 uccisi nelle stragi. La popolazione italiana fu a fianco dei partigiani e dei patrioti nel combattere per la fine della guerra e per la libertà.

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20 Luglio 2017, Monza: per non dimenticare - 25 luglio - 74° della caduta del fascismo

Il 25 luglio è una data importante, un giorno di svolta per l’Italia.
Mentre il 25 aprile 1945 è stato il giorno della liberazione dal nazifascismo, il 25 luglio 1943 ha segnato la caduta del fascismo, la fine di un regime dittatoriale.
Il Gran Consiglio Fascista con 19 voti a favore, 7 contrari ed un astenuto, nel tentativo di salvare il fascismo, sbarazzandosi di Mussolini, responsabile della disastrosa guerra a fianco della Germania hitleriana, si trovò dinanzi a tali manifestazioni popolari di giubilo ed entusiasmo con l’abbattimento in ogni parte d’Italia delle effigi di Mussolini e del fascio: infatti i fascisti sparirono dalla circolazione.
Nei mesi precedenti il fascismo aveva subito una serie di colpi: gli scioperi del marzo 1943, lo sbarco alleato del 10 luglio in Sicilia, i bombardamenti del 19 luglio a Roma con oltre 1500 morti; la convinzione di una guerra ormai perduta, avevano irrimediabilmente minato la fiducia di gran parte del popolo italiano nei confronti del regime (alla notizia dell’arresto di Mussolini, nessun italiano si mosse in sua difesa).

Dinanzi al proclama di Badoglio che alla fine affermava “la guerra continua”, i partiti politici antifascisti – PCI, PSI, Pd’A, DC, MUP e “Ricostruzione Liberale” - si riunirono il 26 luglio a Roma e firmarono un manifesto che richiedeva:
- liquidazione totale del fascismo e di tutti i suoi strumenti di oppressione;
- armistizio con gli alleati;
- ripristino di tutte le libertà civili e politiche;
- liberazione immediata dei detenuti politici;
- abolizione delle leggi razziali;
- costituzione di un governo di unità nazionale.

Posizioni chiare riprese nelle varie manifestazioni e nei comizi in diverse città italiane.
Anche Monza fece la sua parte: dall’osteria dei fratelli Bracesco, in via Manara - che era il luogo di ritrovo degli antifascisti brianzoli che operavano nella clandestinità – il 26 luglio partì un corteo che raggiunse il centro cittadino, dove dal balcone del municipio parlò Gianni Citterio, medaglia d’oro al valor militare, che con l’8 settembre divenne uno dei punti di riferimento delle organizzazioni partigiane che si andavano formando per resistere e contrastare l’invasione nazista
Ricordiamo, oggi, il 74° anniversario di una data che segnando la fine del fascismo aprì la via all’organizzazione di tutte le forze politiche antifasciste che con la guerra di Liberazione vittoriosa portarono alla libertà, alla democrazia, alla fine della monarchia ed alla instaurazione della Repubblica.
Oggi, nel ricordare il 25 luglio, noi dell’ANPI teniamo viva la memoria e siamo impegnati a batterci in difesa e per l’attuazione della Costituzione, respingendo e contrastando leggi, comportamenti ed atteggiamenti politici che ne rappresentano una violazione dei suoi valori e principi fondamentali.

ANPI Monza - sezione Gianni Citterio

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16 Giugno 2017, Monza: APPELLO AL VOTO PER Il BALLOTTAGGIO DEL 25 GIUGNO

Il 25 giugno i cittadini di Monza saranno chiamati al voto per eleggere il nuovo sindaco. L’ANPI di Monza invita i propri iscritti e tutti i cittadini ad andare a votare. Infatti tanto più numerosi saranno i votanti , tanto più sarà rappresentativo il sindaco che risulterà eletto.
Siamo di fronte ad una scadenza importante . Saremo chiamati a scegliere un sindaco che sappia garantire alla nostra città una buona amministrazione che operi con onestà e trasparenza , sia rispettosa delle regole democratiche ed operi nel pieno rispetto dei valori e degli ideali della nostra Costituzione.
L’ANPI, come sempre , mantiene la propria autonomia e non interviene nelle competizioni che riguardano direttamente i partiti.
Dobbiamo però mettere in evidenza che questa volta ci troviamo di fronte ad una situazione del tutto particolare.
Da mesi assistiamo a Monza alla presenza continua ed aggressiva di forze e movimenti che si richiamano direttamente alle radici della cultura fascista.
Numerosi sono gli episodi:
Interruzione dei lavori del consiglio comunale
Tentativo di rendere omaggio presso il cimitero ai repubblichini di Salò nella giornata del 25 aprile (tentativo fallito quest’anno grazie alla mobilitazione di tanti democratici)
Distruzione dello striscione in onore di Gianni Citterio , eroe della Resistenza.
Dobbiamo sottolineare che gli esponenti di questi movimenti neofascisti sostengono il candidato del centro destra e molti di essi sono candidati nelle liste dei partiti del centro destra .
Monza è una città profondamente democratica ed antifascista e non può correre il rischio di essere governata da esponenti di movimenti che diffondono intolleranza e razzismo e che fanno riferimento esplicito al fascismo in violazione dei principi stabiliti dalla nostra Costituzione.

ANPI Monza - sezione Gianni Citterio

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16 Giugno 2017, Monza: TENTATIVO DI INTIMIDIRE L’ANPI CON UNA QUERELA DEL CANDIDATO ARBIZZONI

Siamo venuti a conoscenza del fatto che il candidato Andrea Arbizzoni, noto fascista monzese, avrebbe inoltrato una denuncia querela nei confronti di una dirigente dell’Anpi di Monza, Rosssana Valtorta, rea di aver scritto in un post su facebook che egli, candidato nella lista di Fratelli d'Italia, è l’espressione dei neonazisti di Lealtà Azione.
L’Anpi, nell’esprimere piena solidarietà alla compagna Valtorta, stigmatizza l’atteggiamento di Arbizzoni teso ad intimidire chi con coraggio denuncia le frequentazioni e le politiche dei fascisti monzesi per impedire il diffondersi del pensiero fascista e la sua legittimazione istituzionale.

IL FASCISMO NON E’ UN’OPINIONE MA UN REATO.

ANPI DI MONZA Sezione Gianni Citterio
ANED Sesto San Giovanni - Monza

26 Aprile 2017, Monza: COMUNICATO STAMPA SUL 25 APRILE

25 APRILE 2017: È STATA UNA BELLA GIORNATA
ANPI e ANED sono pienamente soddisfatte per la bella riuscita di tutte le manifestazioni che si sono realizzate in tutti i comuni della Brianza. Le tradizionali manifestazioni istituzionali che si sono tenute nella mattina hanno visto una significativa partecipazione da parte di tanti cittadini.
Pace, solidarietà, uguaglianza sociale sono stati i temi che hanno caratterizzato la giornata , questo a testimonianza del fatto che il 25 aprile rappresenta una occasione per celebrare la liberazione dal nazifascismo e ricordare il sacrificio di tanti partigiani, ma rappresenta anche l’occasione per rinnovare l’impegno per costruire una società più giusta .
Particolarmente riuscito il presidio organizzato da ANPI e ANED presso il campo dei partigiani nel cimitero di Monza. Alcune centinaia di persone hanno garantito la loro presenza durante tutta la giornata. Abbiamo costruito un momento importante per trasmettere la memoria e la conoscenza di tanti protagonisti della resistenza di Monza. Soprattutto questa è stata la risposta migliore e più efficace alle continue provocazioni delle forze NEOFASCISTE che ieri non sono riuscite ad organizzare la loro provocatoria parata per ricordare i morti della Repubblica di Salò: è un risultato importante ottenuto grazie al contributo delle forze democratiche e alla partecipazione di tanti cittadini.

ANPI
ANED

20 Aprile 2017, Monza: Adesioni a “Questo è il Fiore del Partigiano”

Elenchiamo qui le adesioni che sono pervenute:

CGIL Monza Brianza  |   CISL Monza Brianza  |   Città Persone  |   Osservatorio Antimafie Monza Brianza  |   PRC Monza Brianza  |   Possibile  |   USB Monza Brianza  |   LabMonza  |   Arci Scuotivento  |   Articolo Uno  |   Foa Boccaccio

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Città Persone  |   Osservatorio Antimafie Monza Brianza  |   PRC Monza Brianza  |   Possibile  |   USB Monza Brianza  |   LabMonza  |   Arci Scuotivento  |   Articolo Uno  |   Foa Boccaccio

11 Aprile 2017, Monza: comunicato stampa sui fatti del 10 aprile in comune a Monza

leggi il comunicato

29 Marzo 2017

Monza: LETTERA-APPELLO PER 25 APRILE 2017

Da alcuni anni a Monza la giornata del 25 aprile conosce l’offesa di una inaccettabile presenza di forze di destra che si richiamano apertamente ai disvalori del fascismo inscenando, nel Cimitero di Monza, una parata che si conclude con l’esibizione di bandiere e simboli esplicitamente fascisti
ANPI e ANED hanno deciso, pertanto, che la manifestazione "Questo è il Fiore del Partigiano" dedicata alle donne a agli uomini partigiani e antifascisti della nostra città, proseguirà per l'intera giornata del 25 aprile al Campo dei Partigiani.
Ci auguriamo che questo nostro appello abbia l’adesione di tante forze democratiche ed antifasciste e che il 25 aprile possa vedere, con una significativa mobilitazione, la presenza di tanti cittadini per ricordare e valorizzare il sacrificio dei tanti partigiani e deportati monzesi.

In allegato la lettera-appello inviata alle autorità istituzionali, alle organizzazioni sindacali,alle associazioni democratiche e ai cittadini.

16 Febbraio 2017

Monza: APPELLO ANTI-FASCISTA

Sabato 18 febbraio alle ore 15 è previsto a Monza un raduno di forze neofasciste.
Il pretesto è quello di protestare contro il silenzio sul dramma delle foibe, in realtà si intende organizzare una manifestazione che vedrà in piazza a Monza la peggiore destra neofascista.
Siamo già intervenuti e anche in queste ore stiamo sollecitando tutte le Istituzioni affinché questo corteo venga vietato.
In ogni caso è necessario anche far sentire una forte mobilitazione di tutte le forze democratiche per impedire che la cultura e la tradizione antifascista di Monza e della Brianza venga oltraggiata da una simile manifestazione.
Per questo Vi invitiamo a partecipare al presidio indetto da ANPI e ANED che si terrà:

SABATO POMERIGGIO DALLE ORE 14.30 IN P.ZA CITTERIO

28 Ottobre 2016

pubblicazione elenco sostenitori Comitato per il SI - Lettera dell'ANED

Di seguito la lettera del vice Presidente sez. ANED Sesto/Monza a Virtuani:

Caro Virtuali segretario Provinciale del PD
ho visto con sorpresa che nell'elenco dei sostenitori del comitato per il SI compare il nome di Armando Pioltelli con accanto la sigla ANED.
Tengo a precisare che ANED Nazionale non ha preso posizione alcuna in merito al prossimo referendum e che, pertanto, nessuno è autorizzato ad usare il nome della nostra Associazione.
Inoltre, cosa alquanto sgradevole, ti informo che il sig. Armando Pioltelli non si è più voluto iscrivere alla nostra Associazione da oltre due anni. Quindi l'utilizzo della sigla ANED è doppiamente impropria e non vorremmo che fosse utilizzata per scopi puramente strumentali.
Pertanto per evitare inutili polemiche e ogni possibile strumentalizzazione ti chiedo cortesemente di provvedere a togliere ogni riferimento alla associazione che rappresento e di darne opportuna informazione.

Cordiali saluti

Milena Bracesco
vice Presidente sez.Aned Sesto/Monza
consigliere Aned Nazionale

19 dicembre 2014

Presidio a Milano
Comunicato

Per sabato 20 dicembre, a solo pochi giorni dal 45° anniversario della strage di Piazza Fontana, Forza Nuova ha organizzato a Milano, a pochi passi dalla Camera del Lavoro, un convegno sull'Europa, chiamando a raccolta i vari movimenti neofascisti e neonazisti del vecchio continente.
L'ANPI fa appello alle forze politiche democratiche, alle istituzioni, e alle autorità perché intervengano per impedire che il raduno si svolga ancora una volta a Milano, medaglia d'oro della Resistenza, città multietnica, democratica e antifascista.
L'ANPI Provinciale di Milano aderisce al presidio promosso dalla Camera del Lavoro Metropolitana, che svolgerà davanti alla Camera del Lavoro, sabato 20 dicembre a partire dalle ore 14.
Il ripetersi di questi raduni che per la loro carica antisemita, razzista e xenofoba si pongono in netto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e con le leggi Scelba e Mancino suscita - sottolinea Roberto Cenati, presidente ANPI Provinciale di Milano - crescente preoccupazione tra le forze democratiche che si richiamano ai valori della nostra Carta Costituzionale.
L'ANPI chiede alle istituzioni e alle pubbliche autorità una netta presa di posizione volta a ribadire che, soprattutto in vista del 70° anniversario della Liberazione, Milano, capitale della Resistenza, non venga invasa e oltraggiata da simboli e manifestazioni neonaziste e neofasciste che offendono la memoria dei Caduti per la Libertà."

Invitiamo le sezioni a diffondere l'appello e a partecipare al presidio.

Loris Maconi

Anpi Monza e Brianza

23 novembre 2014

ANPI Monza
Comunicato

Dopo il concerto di Black metal di ispirazione nazionalsocialista del 1° novembre, è previsto per il prossimo 29 novembre sempre a Milano, città Medaglia d’oro della Resistenza, in un luogo ancora top secret la Hammerfest 2014, ennesimo raduno europeo di band neonaziste organizzato dalla Skinhouse di Bollate. Stimato l’arrivo di circa mille persone da tutta Europa. Lo scorso anno a Rogoredo il concerto si svolse tra svastiche, saluti nazisti e slogan razzisti. A Milano - come denuncia l'Osservatorio democratico sulle nuove destre - l’apologia di fascismo, l’incitamento al razzismo e alla xenofobia, non consentiti in altri paesi, stanno ormai diventando di casa.
Queste alcune delle band che suoneranno all’Hammerfest. I tedeschi Kommando Skin e i Lunikoff (in origine si chiamavano Endlösung, 'Soluzione finale', della questione ebraica); i Vérszerzodé ungheresi messi al bando dalla Svizzera, nemici giurati di neri, turchi, ebrei e omosessuali. Gli italiani Gesta Bellica, veronesi nati con il Veneto Fronte Skinhead che dedicano un loro brano al comandante delle SS Erich Priebke, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine, presentato dalla band veronese come un perseguitato. In un’altra canzone, Giovane patriota, si esaltano le divisioni delle WaffenSS che nel 1945 a Berlino si arroccarono disperatamente a difesa del bunker di Hitler. Sul palco anche i milanesi Malnatt, un altro gruppo di riferimento degli Hammerskin con la loro Resistenza Bianca.
Il referente politico del raduno sarà anche quest’anno Lealtà Azione, l’ “associazione culturale” che rappresenta la facciata istituzionale degli skinhead milanesi e brianzoli. Proprio circa un mese fa a Monza Lealtà Azione ha inaugurato l'ampliamento della nuova sede sempre in Via Dante, con la partecipazione all’evento di noti esponenti della destra monzese come Lele Petrucci e Andrea Arbizzoni e anche Marco Tognini della Lega nord, nuovo alleato politico dell’organizzazione il cui sodalizio è stato inaugurato in Urban Center a fine settembre con la serata “omofobia o eterofobia?”
Lealtà Azione continua a spacciarsi per una innocua associazione dedita alla tutela degli animali, dei valori della famiglia tradizionale, contro la pedofilia: ottimi argomenti per darsi una patente di rispettabilità. Nel contempo organizza iniziative come quella di alcuni giorni fa dal titolo “Amor Patriae Nostra Lex” http://www.lealta-azione.it/2014/11/24/resoconto-conferenza-amor-patriae-nostra-lex/ con la presenza di Guido Ongaro, vice-presidente dell’associazione “Piccola Caprera” http://www.piccolacaprera.it/associazione/associazione.html a Ponti sul Mincio (MN), sede del Museo storico del Reggimento “Giovani Fascisti”, Stelvio Dal Piaz Reduce R.S.I. “FIAMME BIANCHE”, Norberto Bergna coordinatore nazionale del gruppo di ricerca storica “L’altra verità"che lavora con il supporto di Memento (http://www.lealta-azione.it/le-branche/memento/) associazione impegnata nella tutela dei monumenti e delle tombe dei caduti R.S.I." e L'Ultima Crociata http://www.ultimacrociata.it/ i cui scopi sono "ricordare e onorare la memoria dei soldati e dei civili scomparsi nei venti mesi della R.S.I. e nel dopoguerra, per azioni partigiane, per la loro appartenenza di lealtà diretta o indiretta alla R.S.I., o per la loro italianità; (...) svolgere e promuovere attività culturale per far conoscere e tramandare alle future generazioni il pensiero e l’azione della R.S.I."
Contro il raduno neonazista del 29 novembre, l'Anpi di Milano ha promosso la mobilitazione antifascista nella Giornata del tesseramento con il presidio alla Loggia dei Mercanti e l’associazione Libertà e Giustizia ha lanciato la sottoscrizione ad un appello nel quale si rivolge “alle istituzioni milanesi, prefetto e sindaco, nonché al ministro Alfano e al governo tutto affinché blocchino l’occupazione della città impedendo l’arrivo delle folle naziste e vietino qualunque forma di manifestazione organizzata, di esposizione di simboli fascisti vietati dalla nostra Costituzione.” http://www.libertaegiustizia.it/2014/11/18/impediamo-il-raduno-nazista/

l'Anpi di Monza sarà presente in città domenica 30 novembre in occasione della Giornata del tesseramento con un banchetto in Largo IV novembre, dalle 10.00 alle 17.00 al quale invita i cittadini per informarli sulle iniziative in corso e su quelle che si stanno preparando in occasione del 70 ° anniversario della Liberazione del nostro Paese dalla dittatura nazifascista.
In un momento difficile come questo le nostre battaglie in difesa della Costituzione e per contrastare la crescente attività di organizzazioni neofasciste e neonaziste nel nostro territorio hanno bisogno del contributo e della partecipazione di tutti.

Anpi Monza
Sez. Gianni Citterio

10 marzo 2014

NO FORZA NUOVA FIORE A MONZA 15 MARZO

Alleghiamo il messaggio congiunto di ANPI e ANED inviato a prefettura ed al sindaco di Monza.

leggi il comunicato

8 novembre 2013

Mozione antifascista in Consiglio Comunale a Monza - solidarietà a Alessandro Gerosa

A seguito della mozione presentata da Alessandro Gerosa in comune a Monza contro i rigurgiti fascisti il consigliere Gerosa è oggetto di pesanti attacchi. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà a Alessandro Gerosa. Di seguito il testo delle dichiarazioni rilasciate oggi da Gerosa:

"La Mozione antifascista presentata ieri in Consiglio Comunale è sorta sulla base di un appello condiviso da moltissime realtà associazionistiche e partitiche del territorio ed è stata firmata da molti Consiglieri Comunali di Maggioranza e Opposizione. Lo scopo dichiarato è quello di impedire che anche a Monza possano proliferare incitamenti all'odio ed episodi di intimidazioni fisiche gravissime come quelle ai danni dei migranti al sottopasso Rota-Grassi.
Non posso che smentire categoricamente chi mi ha affibbiato nostalgie degli anni di piombo, di agguati e di morti, in quanto sono concetti quanto più distanti dalla mia storia e cultura politica.
Rivendico invece orgogliosamente di essere parte di una mobilitazione antifascista monzese che si rifà ai valori della Cultura, della Democrazia, della Costituzione.
Inoltre sottolineo come nel mio intervento, che è pubblico e visibile a tutti sul sito del Comune, non abbia citato alcun nome e cognome, ma abbia semplicemente comunicato di aver consegnato ai consiglieri comunali per conoscenza un dossier realizzato dall'Osservatorio Democratico sulle nuove destre, pubblicato online da tempo e già uscito sugli organi di stampa locali"


leggi la mozione presentata in Consiglio Comunale

leggi l'articolo su Vorrei.org: "l'antifascismo, Allevi e il metodo buffo dell'informazione"

l'intervento in Consiglio Comunale a Monza - Alessandro Gerosa

15 ottobre 2013

NEL RICORDO DI CARLO CAMISOTTI CON ALBANO LAZIALE ANTIFASCISTA

L'Anpi di Monza è con il popolo antifascista di Albano Laziale nel ricordo di Carlo Camisotti, residente a Monza, tra le vittime della Strage alle Fosse Ardeatine

Roma 24 marzo 1944 e Fosse Ardeatine, cave di pozzolana situate a due chilometri oltre Porta San Sebastiano, furono prescelte da Kappler per compiere la vendetta decisa da Hitler e dal comando militare tedesco in Italia, per l'attacco partigiano di Via Rasella. Alla pianificazione e alla realizzazione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine partecipò l'assassino Erich Piebke. Vengono uccisi con un colpo alla nuca, nei tempi calcolati e programmati con meticolosità, in circa cinque ore, dal primo pomeriggio alle venti, 335 italiani, di ogni età e di varia condizione sociale, patrioti e rastrellati per caso, 75 ebrei soppressi solo per odio razziale. Undici delle vittime sono rimaste senza nome, per due non si è certi della identità attribuita. Tra le vittime Carlo Camisotti nato l‘11/05/1902 a Corbola (Rovigo) e residente a Monza, apparteneva alla Brigata Garibaldi. Fu arrestato il 13/3/1944 In quel periodo lavorava a Roma come asfaltista. Camisotti faceva parte del gruppo di 154 detenuti a disposizione del’Aussen-Kommando sotto inchiesta di polizia. Una strage da tenere segreta, la notizia diffusa solo il giorno dopo senza comunicare i nomi degli uccisi e il luogo dell' esecuzione, gli ingressi delle gallerie preclusi e celati dal crollo del terreno provocato facendo esplodere per quattro volte cariche di dinamite. Nell'avviare i destinati al massacro erano stati scelti tra i prigionieri di Via Tasso, del III braccio di Regina Coeli e della pensione Oltremare, sede della "polizia speciale" di Pietro Kock. 285 da Kappler, 50 dal questore Caruso e da Koch per completare la lista su richiesta di Kappler. Dopo l'esecuzione, rifacendo il conto delle vittime, queste risultarono, per gli errori compiuti durante la selezione dei detenuti, 5 in piu' del previsto (sarebbero state 6 se il disertore austriaco Joseph Reider, unico straniero inserito tra i destinati a morire, non fosse riuscito a fuggire pochi istanti prima di essere avviato all' esecuzione).

ANPI MONZA

Monza, 15 Ottobre 2013

26 settembre 2013

APPELLO per MONZA ANTIFASCISTA



La recrudescenza del fenomeno neofascista in atto in Europa è ormai giunta al culmine con l'assassinio degli antifascisti Clément Méric a Parigi nel giugno di quest'anno, e di Pavlos Fyssas ad Atene in settembre per mano di un militante dell'organizzazione neonazista Alba Dorata, cresciuta nel contesto della grave crisi economica e sociale e grazie alle connivenze con settori della Polizia greca.

In Italia la ormai ventennale propaganda omofoba, xenofoba e razzista e la riabilitazione di figure legate al ventennio fascista con l'intitolazione di targhe, strade e monumenti ad opera di partiti che siedono nelle Istituzioni locali e nazionali, ha favorito il proliferare di organizzazioni di estrema destra, con l'inevitabile strascico di manifestazioni e provocazioni.

Solo in Lombardia dall'aprile di quest'anno si sono tenuti ben quattro eventi dichiaratamente fascisti. Ultimo in ordine di tempo il festival Boreal a Cantù in uno spazio pubblico inspiegabilmente concesso da un sindaco di area democratica a Forza Nuova, organizzazione che, dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 2010 n. 11, dovrebbe essere al bando nel nostro Paese!

A Monza sono presenti almeno tre associazioni di chiara ispirazione fascista. Lealtà Azione, stabilitasi in via Dante due anni fa, ha recentemente ospitato un'iniziativa con un veterano della Decima MAS che, al fianco dell'alleato nazista, compì eccidi di civili e partigiani tra il '43 e il '45. Forza Nuova, rappresentata in città da Leone Crociato, spesso in piazza con banchetti contro gli immigrati (i volti dei suoi militanti nelle foto pubblicate sul loro blog, sono sempre mascherati con il teschio simbolo delle SS. CasaPound, i cui militanti si autodefiniscono “fascisti del III° millennio”, presente a Monza dal 2008.

Come in passato questi gruppi strumentalizzano la crisi economica e sociale e il crescente disagio dei giovani e dei cittadini indicando il “nemico” da battere nell'immigrato, alimentando un clima di intolleranza e di conflitto tra poveri.

Le forze politiche e le associazioni democratiche di Monza sono risolutamente impegnate a contrastare presenza e attività di queste organizzazioni e rivolgono questo appello alla città, alle donne e agli uomini della cultura, dell'arte e della politica affinché cada il muro dell'indifferenza, già fonte nel passato di pericolose derive.

Medesimo impegno può e deve assumere la nostra Amministrazione Comunale alla quale chiediamo, nel rispetto della nostra Costituzione conquistata – è bene ricordarlo – con il sacrificio di tanti partigiani e antifascisti caduti e deportati anche nella nostra città, di inserire nel regolamento per la concessione degli spazi pubblici, il requisito “ANTIFASCISTA”.

Monza, settembre 2013

A.N.P.I. - Associazione Nazionale Partigiani Italiani - Sezione “Gianni Citterio” - Monza – www.anpimonza.it

A.N.E.D. - Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi nazisti - Sezione Monza Sesto San Giovanni – www.deportati.it

leggi l'appello e le adesioni per MONZA ANTIFASCISTA

INVIA L'ADESIONE A: anpi.monza@gmail.com

no al raduno nazifascista il Lombardia

Chiediamo a ciascuno, secondo il proprio ruolo e le proprie possibilità, di mobilitarsi perché non solo questo convegno dell’inciviltà e dell’intolleranza non abbia luogo, ma anche perché non trovino più spazi e agibilità rigurgiti nazifascisti più o meno travestiti.

6 settembre 2013

ANPI Monza e Brianza: "Impediamo il raduno nazifascista europeo"

leggi l'appello dell'ANPI Monza e Brianza

6 settembre 2013

RAM: "FERMIAMOLI!!"

leggi l'appello di RETE ANTIFASCISTA MILANESE

6 settembre 2013

milano.repubblica.it: Coro di no all'arrivo dei neonazi. E il raduno da Milano va a Como

leggi l'articolo su Repubblica.it

5 settembre 2013

milano.repubblica.it: A Milano il raduno dei neonazisti. Pisapia: "E' uno sfregio alla città"

leggi l'articolo su Repubblica.it

4 settembre 2013

Anche la CGIL Lombardia dice NO al raduno neonazista

4 settembre 2013

Appello Anpi: impedire il raduno nazifascista europeo

leggi l'appello sul sito ANPI nazionale

3 settembre 2013

Appello Anpi comitato provincia di Milano: no ai neonazisti in lombardia

leggi pagina ANPI provincia di Milano

30 agosto 2013

comunicato stampa coalizione centro-sinistra inviato domenica mattina ai giornali

si allega comunicato stampa coalizione centro-sinistra inviato domenica mattina ai giornali

29 agosto 2013

lettera di CGIL, CISL e UIL di Monza e Brianza per il presunto raduno nazifascista in Lombardia

si allega lettera di CGIL, CISL e UIL di Monza e Brianza

14 agosto 2013

lettera a Provincia e Prefettura per il presunto raduno nazifascista in Lombardia

Di seguito la lettera che abbiamo inviato al Presidente della Provincia, al Prefetto ed al Questore:

Egregio Sig. Presidente,
dalla stampa abbiamo notizia che dal 12 al 14 settembre prossimi si terrà un raduno internazionale di forze che si richiamano ai tragici valori del nazismo e del fascismo.
Da alcune indiscrezioni sembra che tale raduno si potrebbe svolgere in una località della Brianza.
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Monza e Brianza esprime la propria preoccupazione per quanto preannunciato. Le chiede di fare tutto quanto in suo potere per verificare la veridicità della notizia. Qualora venisse accertata, l’Anpi Monza e Brianza la invita ad assumere ogni misura possibile per impedire che ciò avvenga. Il raduno nazifascista rappresenterebbe una grave offesa alla cultura democratica e antifascista della Brianza nonché una grave violazione dei principi costituzionali. Ricordiamo infine che quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della Resistenza Italiana e sarebbe ancor più inaccettabile che trovassero spazio manifestazioni di chiaro stampo neofascista.

Certi della sua consueta collaborazione colgo l’occasione per inviarle i migliori saluti.

Il Presidente dell’Anpi Provinciale di Monza e Brianza

Loris Maconi


28 aprile 2013

25 Aprile 2013: il discorso di Fancesco Beretta

Di seguito il discorso di Francesco Beretta, durante la cerimonia ufficiale del 25 aprile di Monza:

“Cittadine, Cittadini.
Penso che per qualsiasi antifascista sia un grande onore essere chiamato a partecipare in prima persona alle celebrazioni di questa giornata e, in modo particolare, a celebrarla quale esponente dell’ANPI.
Ringrazio, quindi, l’ANPI di Monza e Brianza di questo onore e la sua Presidente Rosella Stucchi.
Lasciatemi rivolgere un pensiero al segretario della Camera del Lavoro di Monza e Brianza, Maurizio Laini al quale auguro, insieme a tutti voi, una pronta guarigione.
Come molti di voi ho conosciuto l’esperienza della guerra di liberazione e della resistenza prima che dalla lettura dei libri di storia dalla lettura dei molti romanzi e racconti da essa ispirati.
La Ragazza di Bube, Il sentiero dei nidi di Ragno, il Partigiano Johnny, Agnese va a morire, sono alcuni dei romanzi attraverso i quali ho conosciuto la guerra partigiana e, più in generale, la resistenza.
In chi ha scritto i libri citati non vi era solo l’esigenza impellente di raccontare la propria biografia e la propria esperienza, le loro vicende resistenziali e quelle dei propri compagni.
Rastrellamenti, scambi di prigionieri, sofferenze fisiche, patimenti (il freddo, la fame, la sete), le rappresaglie sui civili, è quello che appare in superficie,
Sotto questa superficie vi è un’esigenza più forte, più avvertita, quella di dare alla nascente Repubblica un mito fondante nel quale l’intera Nazione potesse riconoscersi e trarre alimento per la propria coesione.
Dopo i miti del “del chi se ne frega”, della donna massaia, di Roma nuovamente chiamata a civilizzare il mondo, dell’Impero e della razza, miti ispirati alla sopraffazione, all’individualismo e alla violenza, vi era la necessità di una nuova epica, di un nuovo “epos”.
Ecco, quindi, la Resistenza vissuta come esperienza piena, totalizzante, avvolgente, che necessita di un rigore morale ed etico
continuo, che nasce da una scelta di parte, di chi decide di stare dalla parte dell’uguaglianza, della libertà, della solidarietà, della democrazia e della pace.
Scelta che compiono in molti, perché in molti, pur provenendo da classi sociali diverse, da altre nazioni, da orientamenti politici differenti si ritrovano attorno a quei valori, che saranno, poi, trasfusi nella Carta Costituzionale.
Bellissima, ma come tutte le cose belle, fragile, delicata, che ha un suo equilibrio interno, ancora da scoprire, che a più di sessant’anni dalla sua entrata in vigore aspetta ancora di essere pienamente attuata.
Non è la sede e il momento di riflettere sulla necessità o meno di apportare modifiche alla stessa e quali.
E’ però la sede per sottolineare alcuni pericoli, il principale dei quali è quello di approcciarsi alla nostra Carta con superficialità, attuando modifiche frutto di slogan del momento, piuttosto che frutto di approfonditi dibattiti e di serie meditazioni.
Non dimentichiamoci che la Carta nasce da un dibattito già iniziato durante il fascismo culminato nell’Assemblea Costituente nella quale sedevano donne e uomini che prima di essere politici erano intellettuali qualità questa, lasciatemelo dire, ormai rara.
Siamo in un momento storico difficile.
Accanto ad una crisi economica profonda e, per alcuni, perfino, disperante, vi è una crisi politica altrettanto profonda.
Emblema della prima è la mancanza acuta di lavoro, di un lavoro tale da garantire per sé e per la propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa, in spregio, così, agli articoli 1 et 4 della Costituzione.
Emblema della seconda sono i fatti di questi giorni appena trascorsi.
Ora, più che mai, di fronte all’intrecciarsi drammatico delle due crisi è necessario ritornare al mito fondante della nostra Repubblica, ai suoi valori, alle sue aspirazioni, per trarre da esse nuove speranze e nuova fiducia.
Lo dobbiamo a noi, ma lo dobbiamo alle nuove generazioni le quali sappiano che quei valori sono vivi e validi e che, se molte volte noi non siamo stati capaci di attuarli, ci perdonino, ma il non essere stati in grado di attuarli non significa che essi abbiano perso forza e vigore.
Grazie. Buon 25 aprile a tutte e a tutti.”

2 febbraio 2013

Appello dell’ANPI per le elezioni del 24 e 25 febbraio

Per un’Italia rinnovata, nei valori dell’Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione

“Non è il Paese che avevamo sognato”, abbiamo detto più volte - in questi anni - e ora, nell’imminenza delle elezioni politiche, c’è la seria speranza e la concreta possibilità di vedere realizzato quel sogno per cui tanti antifascisti, partigiani e cittadini si sacrificarono e morirono; di colmare il baratro che si è creato tra cittadini, istituzioni e politica; di riavvicinare il Paese a quegli ideali che furono alla base della Resistenza e, in seguito, della Costituzione.

L’ANPI, dunque - in assoluta indipendenza e autonomia rispetto ai programmi che ognuno dei partiti riterrà di prospettare agli elettori - ritiene di riaffermare alcuni principi fondamentali per il futuro della democrazia, rivolgendosi ai partiti, alle istituzioni, ai cittadini, con l’autorevolezza che deriva dalla propria storia e dal suo impegno quotidiano, nella ferma convinzione che è indispensabile ritrovare un fondamento comune – come quello che fu alla base del lavoro dell’Assemblea Costituente – almeno su alcuni principi e su alcuni valori di fondo, tra i quali meritano di essere indicati:

o il rigore morale, nel pubblico e nel privato;
o la correttezza e la dignità, nella politica e nel vivere civile;
o la trasparenza nell’attività delle Istituzioni;
o la “buona politica”, nel contesto della funzione che l’art. 49 della Costituzione assegna ai partiti;
o l’impegno contro ogni forma di corruzione;
o l’impegno diffuso contro ogni tipo di mafia e contro ogni tipo di connessione tra criminalità organizzata e politica;
o il rispetto nei rapporti tra i partiti e fra i singoli cittadini;
o l’impegno diffuso contro ogni tipo di razzismo e di discriminazione e contro ogni rigurgito di fascismo e di nazismo;
o il lavoro, in particolare per i giovani. La Repubblica italiana è “fondata sul lavoro” e dunque proprio nella realizzazione di questo principio deve ravvisarsi la priorità assoluta dell’azione pubblica e privata; perché senza lavoro, senza opportunità di lavoro, senza dignità e sicurezza nel lavoro, viene meno quello stesso sviluppo della persona umana;
o libertà, uguaglianza e dignità per le donne, delle quali va garantita la pari opportunità nell’accesso al lavoro e ai posti di responsabilità e per le quali va messa in atto una forte campagna contro ogni forma di violenza anche domestica.

Chiediamo dunque ai partiti di assumere un solenne impegno, sui principi e sui valori qui sopra elencati. Rivolgiamo anche un appello alle cittadine e ai cittadini perché facciano in concreto quanto necessario per il rinnovamento del Paese, rendendosi conto che la sovranità popolare non ha senso alcuno se i titolari non la esercitano.

Da ciò un invito forte alla partecipazione ed alla manifestazione della propria volontà attraverso il voto: rinunciare a manifestare la propria volontà, significa rinunciare a creare per se stessi, per i figli, per i nipoti, per le generazioni future, un avvenire di pace, di serenità e di giustizia sociale”.



vai al comunicato ANPI Nazionale

2 febbraio 2013

Lettera al Direttore de "il Cittadino" - Il vagone della Memoria

Egregio direttore de Il Cittadino

Abbiamo visto il bel documentario di Sarah Valtolina (http://www.ilcittadinomb.it/videos/Video/24604/#top_galleries) su il Cittadino on line, inserito con pochissima visibilità, mentre il giornale ha liquidato questo importante evento con due piccoli trafiletti in 28esima e 34esima pagina. Il vagone della MemoriaA.N.E.D., Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei lager nazisti, e A.N.P.I., Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, si chiedono come mai tanto disinteresse per un importante evento nel cuore della nostra città, da parte di un giornale tanto prestigioso e attento a tutto ciò che avviene attorno a noi; “la Repubblica” gli ha dedicato un servizio fotografico (http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/01/26/foto/monza_ricorda_la_shoah_mostra_nel_vagone_dei_deportati-51363827/1).
Un vagone ferroviario del 1928 delle Ferrovie dello Stato è arrivato nel cuore della città in piazza Roma per rappresentare la deportazione e le condizioni di viaggio verso i campi di concentramento italiani e i lager nazisti di nostri 89 concittadini, tra le altre decine di migliaia.
All’interno solo paglia, perché questo era ciò che trovavano i deportati . Al centro del vagone un cartello nero con scritti i nomi dei monzesi e le loro destinazioni: Mauthausen, Gusen, Bolzano, Fossoli, Castello di Hartheim, Flossenburg, Ravensbruk, Auschwitz, Dachau ed altri.
Simbolicamente abbiamo esposto i volti di sei nostri concittadini e migliaia di cartoline con le loro storie che abbiamo donato alla cittadinanza e soprattutto alle centinaia di studenti che anche dalla Brianza sono venuti a visitare “il vagone della Memoria”. C’erano le storie dei deportati politici Santina Pezzotta diciassettenne, Enrico Bracesco operaio della Breda, Carlo Samiolo dirigente della Breda, l’immagine del compianto Angelo Signorelli operaio della Falck e dei coniugi Colombo Zamorani, unici deportati ebrei; infatti la deportazione da Monza e dalla Brianza è stata quasi esclusivamente politica.

La mattina di lunedì 28 il vagone era ricoperto di neve ed attendevamo più di 300 studenti che venivano dalle scuole monzesi e da Vimercate, ansiosi e curiosi di sentire la testimonianza di Venanzio Gibillini ex deportato a Flossemburg. Grazie all’ospitalità del nostro Sindaco Roberto Scanagatti abbiamo potuto ascoltare in silenzio assoluto nella Sala consiliare le vicissitudini di Gibillini, che ha poi risposto alle tante domande rivoltegli dagli studenti.

Sotto i portici dell’Arengario è stata esposta per tutti i quattro giorni una mostra molto apprezzata: “Sterminio in Europa tra due guerre mondiali”.
La partecipazione di migliaia di cittadini, diligentemente in coda nell’attesa di salire sul vagone, ci ha ripagato di tanta fatica; ancora mercoledì tutti gli studenti che uscivano dal teatro Manzoni, dopo aver visto uno spettacolo ispirato alle pagine di Primo Levi “Polvere Umana”, hanno potuto visitare il vagone ritardando con nostra soddisfazione lo smontaggio della mostra e la ripulitura del vagone. Il vagone è ripartito alle diciotto lasciando secondo noi, ma non solo, un segno forte alla città così partecipe a questo evento straordinario a cui il vostro giornale non ha dato il giusto risalto. A conforto abbiamo raccolto pensieri, emozioni e tanto rispetto da parte di tutti coloro che anche casualmente passavano per piazza Roma.

ANED MONZA
ANPI MONZA

Monza, 2 febbraio 2013

24 gennaio 2013

Solidarietà a Giacomo Scotti

Monza, 24 gennaio 2013

I fascisti croati minacciano di morte lo scrittore Giacomo Scotti

«I croati devono sbarazzarsi di questo vampiro...», «È un bastardo italo-serbo...».

Con queste parole (dicembre 2012) si è intensificata la campagna di Hrvatski List, il giornale dell'estrema destra croata contro lo scrittore Giacomo Scotti che si è sempre posto dalla parte delle vittime.

«Finalmente - scrive l’autore del testo di minacce, Josko Celan - gli ultimi generali croati accusati di crimini nella Krajina sono stati liberati e sono tornati a casa (i generali Ante Gotovina e Mladen Marka). Ora devono pagare coloro i quali li hanno accusati, è giunta l’ora di punire i nemici della Croazia». Segue un elenco di nomi tra cui quello di Giacomo Scotti definito come «un traditore dei croati» e «un bastardo italo-serbo»

La “colpa” di Scotti risale addirittura al 1996 quando pubblicò a Roma il libro-diario “Croazia-Operazione tempesta” in cui denunciò i crimini compiuti nella Krajina dall’esercito croato di Tudjman quali uccisioni di persone anziane e incendi di case abitate dai serbi, il tutto all’indomani della cosiddetta liberazione di quella regione abitata dai serbi.

L’autore del testo è lo stesso che puntò il dito contro Scotti, incitando i patrioti croati a «farlo fuori» se avesse messo piede in Croazia, in due velenosissimi articoli contro di lui e il suo libro usciti il 14 maggio e il 14 luglio 1997 sempre su Hrvatsko Slovo.

Quella volta per un pelo Scotti sfuggì alla morte quando trovandosi a Fiume fu aggredito da un gruppo di sei-sette uomini in uniforme mimetica della milizia tudjmaniana che cercarono di strangolarlo.

Scotti è autore di saggi etnografici e storici oltre a romanzi, racconti, poesie e racconti per bambini.

Fu per lunghi anni, dal 1992 al 1999, presidente dell'Associazione pacifista e umanitaria Arcobaleno che coordinò gli aiuti ai profughi in Croazia di una quarantina di associazioni umanitarie italiane distribuendo da trenta a quaranta tonnellate di viveri ogni mese alle vittime della guerra rifugiatesi nella regione del Quarnero. Molto attivo nei movimenti pacifisti europei è stato in passato fervente comunista e sostenitore di Tito. Ciò non gli ha impedito, nel 1991, di pubblicare Goli Otok. Ritorno dall’Isola Calva, il saggio rivelò per la prima volta l’esistenza dell’isola dalmata che fu usata per anni come campo di concentramento e carcere politico per gli oppositori del socialismo jugoslavo. Dal libro è stato tratto lo spettacolo Goli Otok di Renato Sarti messo in scena lo scorso novembre a Monza alla presenza di Giacomo e di Ada, moglie di Aldo Juretic rinchiuso a Goli Otok negli anni ’50.

Giacomo Scotti ha avuto il doppio “onore”, anni fa, di finire anche nella “lista nera” dei fascisti italiani del Msi-Destra nazionale che hanno scatenato contro di lui una campagna di demonizzazione.

Scotti ha raccontato la vicenda delle foibe non solo nei contenuti ma anche nella sua origine e responsabilità: quella degli occupanti italiani (fascisti ed esercito) che commisero, tre anni prima delle ritorsioni dei partigiani jugoslavi, crimini e stragi efferate tra le popolazioni civili dei Balcani, a cominciare dal massacro di quelle slovene, ancora in gran parte nascoste dalla storiografia ufficiale del Belpaese che preferisce ancora rappresentare gli italiani in guerra come «brava gente». Le associazioni ANPI e ANED di Monza e Brianza che hanno avuto l’onore di conoscere Giacomo Scotti ospitato a Monza in diverse occasioni, si adopereranno in ogni modo per permettere a Giacomo di continuare a esprimere le proprie opinioni senza subire minacce e senza intimidazioni. La libertà di espressione e di parola è un diritto fondamentale in una società laica e liberale. Ogni sua limitazione, da qualunque parte provenga, è inammissibile. Tutta la nostra solidarietà e affetto a Giacomo Scotti.

in allegato il comunicato ANPI - ANED

19 Gennaio 2013

Monza: ASSEMBLEA ANNUALE ANPI MONZA


Care amiche e cari amici,
vi invitiamo a partecipare all’ASSEMBLEA ANNUALE della nostra sezione che si terrà SABATO 19 GENNAIO 2013 alle ore 14:30 precise presso la Camera del Lavoro di Monza, sala Bruno Trentin, via Aspromonte 18 (autobus 201, 206, 266).

ORDINE DEL GIORNO
Relazione introduttiva della presidente Rosella Stucchi.
Saluto degli invitati.
Relazione organizzativa.
Relazione amministrativa.
Dibattito.
Conclusioni di Loris Maconi presidente dell’Anpi della provincia di Monza e Brianza.

In questo periodo di crisi e di incertezze sul futuro, l’obiettivo dell’ANPI è quello di offrire un punto di riferimento sui capisaldi della democrazia.
IL COMITATO DIRETTIVO

Con l’occasione, chi non l’ha ancora fatto potrà ritirare la tessera per l’anno 2013.

scarica il manifesto

8 Novembre 2012

Monza: Il ricordo di due partigiani uccisi e i ragazzi della media Confalonieri

Rosella Stucchi presidente dell'ANPI di Monza, Cherubina Bertola vicesindaco di Monza, un assessore di Arcore in rappresentanza del sindaco, Valentina Quitadamo del FOA Boccaccio, Egeo Mantovani, classe 1920 ex partigiano



L'otto novembre 2012, come ogni anno in quella data, sono stati commemorati due partigiani, Giuseppe Centemero e Alberto Paleari, nella piazzetta che è conosciuta come “ex Upim”, ex perché l'Upim non c'è più.
In questo luogo l'otto novembre 1944 sono stati gettati i corpi ormai esanimi dei due partigiani torturati e uccisi nella ex Casa del Fascio, oggi l'Ufficio Imposte. E allora il palazzone ex Upim non c'era, lo spazio faceva parte di piazza Trento e Trieste, la piazza principale della Città.

Da tempo l'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) chiede che la piazzetta sia intitolata ai due partigiani come era stato ufficiosamente fatto subito dopo la Liberazione.
Da alcuni anni presenziano alla cerimonia una o più classi della scuola media Confalonieri di via San Martino; quest'anno era presente anche una classe del liceo Zucchi con il dirigente scolastico di entrambe le scuole ed alcuni professori.

I ragazzi della 3º C della Confalonieri, una classe cosmopolita come vedrete, hanno poi meditato sui discorsi ascoltati, ne hanno discusso ed hanno deciso di scrivere una lettera al sindaco, chiedendo appunto l'intitolazione della piazzetta ai due caduti per la Libertà.

Egregio Sig. Sindaco,
quest'anno a scuola stiamo affrontando il '900 e, in particolare, ora ci stiamo occupando della II Guerra Mondiale.
E' stato per noi significativo, perciò, partecipare alla commemorazione dei due partigiani, Paleari e Centemero, in quella che si dovrebbe chiamare: piazza "Due martiri".
Il loro sacrificio per la libertà d'Italia ha colpito la nostra classe.
Le scriviamo questa lettera, dunque, perché accolga la richiesta che l'ANPI rivolge da anni al nostro Comune: intitolare la piazza dove furono uccisi ai "Due martiri".
Questo consentirà a tutti, ma soprattutto ai più giovani, di mantenere sempre vivo il ricordo di chi si è sacrificato per noi.
Ci siamo resi conto che senza la partecipazione alla cerimonia commemorativa neppure noi, cittadini monzesi, avremmo saputo quanto era accaduto a due passi dalla nostra scuola.
Crediamo perciò che una targa non sia solo un giusto tributo alla memoria, ma anche un modo per mantenere un rapporto passato-presente e per far crescere, in futuro, uomini consapevoli.
A questo proposito le inviamo stralci di alcune nostre riflessioni scritte al rientro in classe, profondamente coinvolti dalle testimonianze ascoltate:

"... i due anziani partigiani ci hanno commosso e sosteniamo la loro richiesta ..."

"... anche nel mio paese, lo Sri Lanka, c'è stata una guerra durata 30 anni che ha richiesto il sacrificio di molti uomini in nome della libertà ..."

"... mio padre è cubano: Cuba è un paese che ha lottato molti anni per avere l'indipendenza dagli spagnoli. I bambini cubani hanno un grande rispetto per la loro patria e vengono educati, fin da piccoli, ad onorare gli eroi che hanno contribuito alla liberazione del loro paese ..."

"... durante la seconda guerra mondiale anche in Albania i nostri partigiani hanno combattuto contro i fascisti. Gli italiani del battaglione Gramsci, che dopo l'8 Settembre sono stati abbandonati al loro destino, hanno lottato al fianco della resistenza partigiana per la liberazione dell'Albania dall'occupazione nazista. Siamo albanesi riconoscenti ai partigiani italiani ..."

"... la Turchia, da dove ha origine la mia famiglia, ha raggiunto la libertà dopo una guerra durata 5 anni. Anche nel mio paese si onorano e si ricordano i morti per la libertà; ed io sto aspettando di poter diventare italiano perché libertà è anche questo ..."

"... vengo dall'Ucraina, la nostra capitale, Kiev, è stata liberata dalle truppe del Primo Fronte Ucraino che, il 6 Novembre 1943, hanno cacciato i nazisti. Anche nel mio paese molti hanno dato la vita perché io oggi possa essere libero ..."

"... è importante mantenere viva la memoria. Quando un giorno i nostri nipoti ci chiederanno il perché del nome di questa piazza saremo orgogliosi di poter raccontare la parte di storia che abbiamo toccato con mano ..."

"... la presenza delle istituzioni ha onorato i caduti per la libertà in modo che non si dimentichi il passato ..."

"... la piazza, per un certo periodo, è stata ricordata dai cittadini come largo "Due martiri". In seguito si è persa questa abitudine, forse perché la gente non ricorda più quei fatti. Secondo me, come ragazzo e come italiano, è importante chiamare piazza "Due martiri" quel luogo, perché bisogna ricordare coloro che sono morti per noi e per la nostra libertà. Senza di loro l'Italia oggi non esisterebbe ..."

"... mia madre proviene dalla Costa d'Avorio, dove ci sono stati numerosi esempi di resistenza al colonialismo e alla schiavitù ..."

"... sono vissuta per anni negli USA, non so se lei vi è mai stato. A Ellis Island si trova la Statua della Libertà, essa fu donata agli americani dai francesi quando si liberarono dal giogo inglese. Nella guerra per l'indipendenza americana morirono moltissime persone: la Statua della Libertà è lì proprio per ricordarli e onorarli ..."

Attendiamo fiduciosi la sua risposta
Cordiali saluti
I ragazzi della 3C - SMS Confalonieri – Monza




Il sindaco ha assicurato che la sua amministrazione provvederà a deliberare questa intitolazione.
L'iniziativa di questi ragazzi dà fiducia nei giovani e in tanti insegnanti sensibili e capaci !
Rossana Valtorta dell'ufficio di presidenza dell'ANPI di Monza ha scritto: “La lettera mi ha molto emozionato per come i ragazzi hanno colto il senso di universalità della Resistenza, riconducendola alla storia dei loro Paesi di provenienza”.

Rosella Stucchi

30 MAGGIO 2012 - Comunicato dell'Anpi di Monza:

In data 30 maggio 2012 si è riunito il Direttivo dell'Anpi di Monza Sez. “Gianni Citterio” che, tra gli altri, ha discusso dei seguenti punti all'ordine del giorno:

TAV
A seguito della lettera consegnata da alcuni iscritti al Presidente Smuraglia lo scorso 20 aprile, condivide la proposta dell'Anpi Monza Brianza per un approfondimento sulla situazione in Val Susa attraverso un seminario/convegno aperto a tutti, da tenersi dopo l'estate, che permetta di entrare nel merito delle garanzie costituzionali in tutti quei contesti dove si verificano manifestazioni di dissenso dei cittadini.

COSTITUZIONE
Dopo aver discusso delle modifiche della nostra Costituzione, il Direttivo ha espresso grave preoccupazione poiché riforme come quelle che riguardano il cambiamento della struttura del Parlamento, la riduzione del numero dei parlamentari e la modifica dei rapporti tra governo e Parlamento stesso, non possono essere approvate senza che i cittadini possano far sentire la loro voce attraverso un adeguato dibattito nel Paese.
Ciò è già avvenuto, purtroppo, lo scorso aprile con l'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione.

Pertanto l'Anpi di Monza chiede:
– al Parlamento di bloccare immediatamente la Riforma costituzionale
– al Comitato Nazionale dell'Anpi di pronunciarsi a tale riguardo e di dare conto dell'OdG approvato all'unanimità - su proposta del direttivo ANPI Monza e Brianza - dal Consiglio Nazionale dell' Anpi riunito a Chianciano il 31 marzo e il 1° aprile, contrario all'introduzione del pareggio di bilancio nella Costituzione, che non ha però dato seguito ad alcuna posizione ufficiale dell' Anpi nazionale.
La Presidenza dell'Anpi fa quindi proprio l'appello di dodici giuristi (allegato) a tutti i parlamentari perchè rinuncino a portare avanti una modifica tanto pericolosa del sistema istituzionale e invita tutti ad aderire (www.libertaegiustizia.it).

La Presidente
Rosella Stucchi

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11 FEBBRAIO 2012 - Anche da morti i partigiani ci ricordano la libertà:

Da Ufficio Presidenza Anpi Monza

Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio un gruppo di neofascisti ha pensato bene di imbrattare, con il loro peggiore repertorio di simboli, i murales che ritraggono Enrico Bracesco e Salvatrice Benincasa.

La domanda che corre ovvia è come, nel 2012, si possa ancora legare a simboli della distruzione dell’individuo una forma contestativa; e per contestare cosa?

Hanno Imbrattato i murales che ritraggono due figure di partigiani monzesi, con gli stessi simboli utilizzati da chi gli ha tolto la vita, pensando di fare un gesto eroico: di notte in maniera meschina senza il coraggio di manifestare le proprie idee apertamente.

A differenza di chi ha commesso l’insano atto terrorista, i giovani che collaborano con l’ANPI sviluppano idee per rendere più libera e sempre più democratica la città dove viviamo.

Questo da fastidio a molti che vorrebbero la vittoria del qualunquismo e dell’indifferenza.

Non è un caso che questo gesto ignobile sia avvenuto mentre la nostra città si prepara alle elezioni amministrative; non è un caso che sia teso a colpire un luogo di aggregazione giovanile in cui si discute, ci si forma e si lotta per ciò in cui si crede.

La nostra piena solidarietà va in tal senso a coloro cui sono stati causati danni incitandoli ad andare avanti nelle loro azioni, quale risposta concreta alla lotta per la libertà in difesa degli spazi democratici.

La nostra protesta è un richiamo alle Istituzioni affinché si possa mantenere un clima di civile confronto, isolando chi vuole imporre le proprie idee con la violenza.

Il nostro messaggio è un forte richiamo anche ai partiti che si riconoscono nella Costituzione per isolare quelle frange che si rifanno apertamente al fascismo e al nazismo smettendo, per interessi elettorali, di foraggiare ideologie distruttive lesive della libertà e già giudicate dalla storia.

L’ANPI continuerà la propria attività di informazione e di testimonianza: il nazifascismo non è riuscito ad arrestare la domanda di libertà della Monza antifascista uccidendo Enrico Bracesco e Salvatrice Benincasa, non riuscirà ora a rendere silente il loro ricordo.

Grazie Enrico Bracesco e Salvatrice Benincasa, ancora una volta ci insegnate cosa significa difendere la libertà.

Presidenza ANPI Monza sezione Gianno Citterio

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14 novembre 2011: CHIUSURA SEDE LEALTA'- AZIONE - DIVIETO DI CONCESSIONE DI LUOGHI PUBBLICI

Da Ufficio Presidenza Anpi Monza
Rossana Valtorta

Al Sindaco di Monza Marco Mariani, Assessori , Consiglieri Comunali
Al Presidente della Provincia Dario Allevi, Assessori, Consiglieri Provinciali
Ai presidenti di Circoscrizione e Consiglieri


Monza, 14/11/11

Lo scorso mese di settembre nella nostra città è stata inaugurata in Via Dante n.5 la sede di una “associazione” denominata Lealtà-Azione
Sul loro sito si presentano come una libera associazione di promozione culturale e sociale che vuole costituire una comunità etica, al tempo stesso politica, spirituale ed intellettuale, unendo uomini e donne in una comunione di intenti, d’ideali e d’azione, che agiscono volontariamente nella società con spirito Militante, ovvero con fede, senso del sacrificio, disciplina e senza ricercare utili materiali o profitti personali, perché animati da una concezione etica della vita che si riassume nel rispetto dei Valori tradizionali, nel senso dell’onore e nel rifiuto del compromesso sistematico.
Ma chi c’e’ dietro questo fiume di parole e retorica ?
La strategia con cui gli “associati” provano a insinuarsi nel tessuto sociale e a raccogliere consenso si basa sulla promozione sporadica di iniziative contro la pedofilia o la droga, iniziative animaliste, etc... In verità a Milano la loro sede di viale Brianza 20 (dagli associati definito “avamposto contro l’immigrazione e gli zingari”) è stata inaugurata il 28 ottobre 2010 con una conferenza in onore dell’ex generale belga delle SS Lèon Degrelle, condannato da un tribunale del proprio Paese come criminale di guerra. Questo episodio smaschera già da solo la matrice neonazista dell’associazione, ma approfondendo l’inchiesta si percepisce molto meglio lo strettissimo legame tra Lealtà e Azione e l’anima più violenta, razzista e pericolosa della galassia della destra estrema e xenofoba internazionale: gli Hammerskin (http://www.hammerskins.net/).
La setta neonazista degli Hammer è nata a livello internazionale a metà degli anni Ottanta da una costola del Ku Klux Klan. Sul territorio milanese, oltre ad avere aperto la sede di viale Brianza, gestisce la Skinhouse (http://www.skinhouse.info/) a Bollate, punto di riferimento dei militanti di Lealtà-Azione prima dell’apertura della loro sede indipendente (http://destrapermilano.blogspot.com/2011/01/milano-lealta-e-azione.html). Gli Hammerskin si considerano l’elité del mondo neonazista, per la loro “fedeltà ai valori” e “l’amore per le tradizioni”. Sono i più decisi fautori della “supremazia della razza bianca”. Simbolo, tatuato sul corpo dopo un lungo percorso iniziatico, i due martelli in marcia tratti dal film The Wall, in cui Alan Parker veste d’immagini le musiche dei Pink Floyd. Ma gli Hammerskin ne rovesciano il senso e le intenzioni: il loro doppio martello rappresenta la forza irresistibile in marcia per abbattere i muri che proteggerebbero le minoranze etniche e religiose che minano la Tradizione e la supremazia della Nazione bianca. L’innumerevole elenco di aggressioni (anche mortali) di cui si sono resi protagonisti in America e in Europa (inclusa Milano) è facilmente reperibile sul web e non lascia spazio a fraintendimenti. (http://www.osservatoriodemocratico.org/page.asp?ID=2970&Class_ID=1004).

Il Consiglio Regionale della Lombardia ha votato ad aprile una mozione che richiede la revoca dell’assegnazione da parte dell’ALER a Lealtà e Azione dei locali della sede milanese di viale Brianza. Questa circostanza fa riflettere sulla pericolosità di questo tipo di luoghi di aggregazione e degli ideali proposti per i quali, a marzo, a Magenta, l’amministrazione comunale ha negato l’utilizzo delle sale pubbliche per lo svolgimento di iniziative promosse da Lealtà-Azione.

In vista del raduno internazionale Hammerskin previsto il 26 novembre in Lombardia, presumibilmente a Bollate sono state presentate interpellanze in Consiglio Provinciale MB (allegata) e in Consiglio Provinciale a Milano.

Anche per quanto riguarda Lealtà-Azione Monza Brianza, basta una visita su Facebook per rendersi conto che questa “associazione” ha evidenti legami con la destra estrema: gli “amici” si definiscono “fascisti” e “camerati”, vantano ed esibiscono simboli che non lasciano spazio a dubbi. Il coordinatore della sede di Monza, tale Paolo che rifiuta di dire il cognome, appare in una foto di gruppo con la scritta Hammerskin sullo sfondo...!

Tutte le informazioni in nostro possesso sono state raccolte in un dossier consegnato nel corso dell’incontro con il Prefetto della Provincia di Monza e Brianza Dott. Renato Saccone, al quale abbiamo chiesto di attivarsi per la chiusura della sede di Lealtà-Azione la cui reale attività è in contrasto con la legge Mancino e con la Costituzione. Al Prefetto abbiamo altresì consegnato le oltre cinquecento firme di cittadini raccolte in poche ore durante il presidio antifascista del 8 ottobre scorso e segnalato le inquietanti “simpatie” istituzionali di cui Lealtà-Azione MB gode sia nel Comune di Monza (assessori e consiglieri) sia nella Provincia MB (il presidente).

Alle Istituzioni in indirizzo chiediamo analogo impegno e che non vengano in alcun modo concessi a Lealtà-Azione spazi pubblici e luoghi istituzionali per le sue iniziative, come purtroppo già accaduto alla Circoscrizione 4 con l’esposizione di una mostra sulla strage di Gorla del 20 ottobre 1944, che falsifica la storia e attribuisce alla Resistenza i disastri della guerra voluta da Hitler e Mussolini (“la “liberazione” continua ad essere una valida GIUSTIFICAZIONE per la morte di tanti, troppi.”). Urgente correggere la rotta onde evitare pericolose derive: deve essere quindi revocata la concessione della Sala Maddalena a Monza per un’iniziativa di Lealtà Azione prevista in data 12 febbraio 2013.

Inoltre le iniziative per le celebrazioni, come ad esempio la Giornata del ricordo, devono essere discusse e decise dal Gruppo di lavoro manifestazioni civili appositamente istituito dall’Amministrazione comunale per un'attenta, comune valutazione anche degli oratori prescelti.

Tutto ciò è peraltro non solo dovere ma obbligo di chi presiede e siede nelle sedi istituzionali, delle quali l’antifascismo è valore fondante perché nate dalla Resistenza e dalla Costituzione. Da parte nostra continueremo la mobilitazione per la chiusura della sede di Lealtà-Azione.

Per il Comitato Unitario Antifascista – Monza
Presidente Milena Bracesco

Per ANPI Comitato Provinciale Monza Brianza
Presidente Loris Maconi

Per ANPI Sezione di Monza
Presidente Rosella Stucchi
COMUNICATO IN MERITO ALLE CELEBRAZIONI DEL 4 NOVEMBRE
ANPI, PARTIGIANI CRISTIANI, ANED, ANEI


Il giorno 17 ottobre si è svolta la consueta riunione, con la presenza di tutte le associazioni d’arma, per definire il programma delle celebrazioni del prossimo 4 novembre, festa dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate.
In tale occasione è stata ribadita la volontà da parte dell’amministrazione comunale di non rendere omaggio al campo dei partigiani, caduti per la libertà.
ANPI, Partigiani Cristiani, ANED e ANEI hanno manifestato la loro contrarietà rispetto a questa scelta perché si interrompe una tradizione che, dal dopo guerra fino a due anni fa (con l’eccezione del 2008), ha sempre visto le autorità cittadine rendere omaggio al Campo dei partigiani durante le manifestazione del 4 novembre.
I partigiani caduti appartenevano a molte armi e rappresentavano tutte le ideologie che hanno concorso alla liberazione dell’Italia, tranne naturalmente quella fascista.
Forse il sindaco di Monza pensa di evitare così le polemiche che si sono giustamente manifestate quando ha voluto rendere omaggio anche alla tomba dei gerarchi fascisti, utilizzando l’argomento che tutti i morti sono uguali.
In realtà la decisione attuale esprime, sia pure in forma diversa, lo stesso orientamento sbagliato che mette sullo stesso piano i partigiani, morti per la libertà e la democrazia e gli appartenenti alla repubblica di Salò, morti per dare continuità ad un regime basato sulla violenza e sulla negazione della libertà.
Pertanto ANPI, Partigiani Cristiani, ANED e ANEI hanno chiesto al sindaco di rivedere questa decisione.
Se questo non avvenisse le sottoscritte associazioni dichiarano che parteciperanno in ogni caso alle manifestazioni ufficiali, perché il 4 novembre è una festività nella quale si riconoscono i cittadini italiani.
Tuttavia, per protestare contro questa scelta sbagliata e ingiustificata dell’amministrazione comunale, ANPI, Partigiani Cristiani, ANED e ANEI si recheranno anche a rendere omaggio al Campo dei partigiani ed invitano tutte le associazioni, i cittadini e tutte le forze democratiche ad unirsi a questa manifestazione.

ANPI, Partigiani Cristiani, ANED e ANEI

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Domenica 25 settembre 2011: Marcia Perugia-Assisi per la pace e la fratellanza dei popoli

Mozione finale

A conclusione della Perugia-Assisi, che abbiamo convocato a cinquant'anni dalla prima Marcia organizzata il 24 settembre 1961 da Aldo Capitini, vogliamo lanciare un nuovo appello per la pace e la fratellanza dei popoli.

Lo facciamo richiamando il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che proclama: "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".

La fratellanza dei popoli si basa sulla dignità, sugli eguali diritti fondamentali e sulla cittadinanza universale delle persone che compongono i popoli. I diritti umani sono il nome dei bisogni vitali di cui è portatrice ogni persona. Essi interpellano l'agenda della politica la quale deve farsi carico di azioni concrete per assicurare "tutti i diritti umani per tutti" a livello nazionale e internazionale. La sfida è tradurre in pratica il principio dell'interdipendenza e indivisibilità dei diritti umani - civili, politici, economici, sociali e culturali - e ridefinire la cittadinanza nel segno dell'inclusione. L'agenda politica dei diritti umani comporta che nei programmi dei partiti e dei governi ciascun diritto umano deve costituire il capoverso di un capitolo articolato concretamente in politiche pubbliche e misure positive.

Il nostro appello per la pace e la fratellanza dei popoli contiene alcuni principi, proposte e impegni:

Principi

Primo. Il mondo sta diventando sempre più insicuro. Se continuiamo a spendere 1.6 trilioni di dollari all'anno per fare la guerra non riusciremo a risolvere nessuno dei grandi problemi del nostro tempo: la miseria e la morte per fame, il cambio climatico, la disoccupazione, le mafie, la criminalità organizzata e la corruzione. Se vogliamo uscire dalla crisi dobbiamo smettere di fare la guerra e passare dalla sicurezza militare alla sicurezza umana, dalla sicurezza nazionale alla sicurezza comune.
Secondo. Se vogliamo la pace dobbiamo rovesciare le priorità della politica e dell'economia. Dobbiamo mettere al centro le persone e i popoli con la loro dignità, responsabilità e diritti.
Terzo. La nonviolenza è per l'Italia, per l'Europa e per tutti via di uscita dalla difesa di posizioni insufficienti, metodo e stile di vita, strumento di liberazione, strada maestra per contrastare ogni forma d'ingiustizia e costruire persone, società e realtà migliori.
Quarto. Se vogliamo la pace dobbiamo investire sulla solidarietà e sulla cooperazione a tutti i livelli, a livello personale, nelle nostre comunità come nelle relazioni tra i popoli e gli stati. La logica perversa dei cosiddetti "interessi nazionali", del mercato, del profitto e della competizione globale sta impoverendo e distruggendo il mondo. La solidarietà tra le persone, i popoli e le generazioni, se prima era auspicabile, oggi è diventata indispensabile.
Quinto. Non c'è pace senza una politica di pace e di giustizia. L'Italia, l'Europa e il mondo hanno bisogno urgente di una politica nuova e di una nuova cultura politica nonviolenta fondata sui diritti umani. Quanto più si aggrava la crisi della politica, tanto più è necessario sviluppare la consapevolezza delle responsabilità condivise. Serve un nuovo coraggio civico e politico.
Sesto. Se davvero vogliamo la pace dobbiamo costruire e diffondere la cultura della pace positiva. Una cultura che rimetta al centro della nostra vita i valori della nostra Costituzione e che sappia generare comportamenti personali e politiche pubbliche coerenti. Per questo, prima di tutto, è necessario educare alla pace. Educare alla pace è responsabilità di tutti ma la scuola ha una responsabilità e un compito speciali.

Proposte e impegni

1. Garantire a tutti il diritto al cibo e all'acqua.
E' intollerabile che ancora oggi più di un miliardo di persone sia privato del cibo e dell'acqua necessaria per sopravvivere mentre abbiamo tutte le risorse per evitarlo. Ed è ancora più intollerabile che queste atroci sofferenze siano aumentate dalla speculazione finanziaria sul cibo, dall'accaparramento delle terre fertili, dalla devastazione dell'agricoltura e dalla privatizzazione dell'acqua.

2. Promuovere un lavoro dignitoso per tutti.
Un miliardo e duecento milioni di persone lavorano in condizioni di sfruttamento. Altri 250 milioni non hanno un lavoro. 200 milioni devono emigrare per cercarne uno. Oltre 12 milioni sono vittime della criminalità e sono costrette a lavorare in condizioni disumane. 158 milioni di bambine e di bambini sono costretti a lavorare. Occorre ridare dignità al lavoro e ai lavoratori, giovani e anziani, di tutto il mondo.

3. Investire sui giovani, sull'educazione e la cultura.
Un paese che non investe, non valorizza e non dà spazio ai giovani è un paese senza futuro. La lotta alla disoccupazione giovanile deve diventare una priorità nazionale. Investire sulla scuola, sull'università, sulla ricerca e sulla cultura vuol dire investire sulla crescita sociale, politica ed economica del proprio paese.

4. Disarmare la finanza e costruire un'economia di giustizia.
La finanza, priva di ogni controllo internazionale, sta mettendo in crisi l'Europa politica e provoca un drammatico aumento della povertà. Bisogna togliere alla finanza il potere che ha acquisito e ripristinare il primato della politica sulla finanza. Occorre tassare le transazioni finanziarie, lottare contro la corruzione e l'evasione fiscale e ridistribuire la ricchezza per ridurre le disuguaglianze sociali.

5. Ripudiare la guerra, tagliare le spese militari.
La guerra è sempre un'inutile strage e va messa al bando come abbiamo fatto con la schiavitù. Anche quando la chiamiamo con un altro nome è incapace di risolvere i problemi che dice di voler risolvere e finisce per moltiplicarli. Promuovere e difendere sistematicamente i diritti umani, investire sulla prevenzione dei conflitti e sulla loro soluzione nonviolenta, promuovere il disarmo, contrastare i traffici e il commercio delle armi, tagliare le spese militari e riconvertire l'industria bellica è il miglior modo per aumentare la nostra sicurezza.

6. Difendere i beni comuni e il pianeta.
Se non impariamo a difendere e gestire correttamente i beni comuni globali di cui disponiamo, beni come l'aria, l'acqua, l'energia e la terra, non ci sarà né pace né sicurezza per nessuno. Nessuno si deve più appropriare di questi beni che devono essere tutelati e condivisi con tutti. Urgono istituzioni, politiche nazionali e internazionali democratiche capaci di operare in tal senso. Occorre ridurre la dipendenza dai fossili, introdurre nuove tecnologie verdi e nuovi stili di vita non più basati sull'individualismo, la mercificazione e il consumismo.

7. Promuovere il diritto a un'informazione libera e pluralista.
Un'informazione obiettiva, completa, imparziale, plurale che mette al centro la vita delle persone e dei popoli è condizione indispensabile per la libertà e la democrazia. Sollecita la partecipazione alla vita e alle scelte della collettività; favorisce la comprensione dei fenomeni più complessi che attraversano il nostro tempo, promuovere il dialogo e il confronto, costruisce ponti fra le civiltà, avvicina culture diverse, diffonde e consolida la cultura della pace e dei diritti umani.

8. Fare dell'Onu la casa comune dell'umanità.
Tutti nelle Nazioni Unite, le Nazioni Unite per tutti. Se vogliamo costruire un argine al disordine internazionale, i governi devono accettare di democratizzare e rafforzare le Nazioni Unite mettendo in comune le risorse e le conoscenze per fronteggiare le grandi emergenze sociali e ambientali mondiali.

9. Investire sulla società civile e sullo sviluppo della democrazia partecipativa.
Senza una società civile attiva e responsabile e lo sviluppo della cooperazione tra la società civile e le istituzioni a tutti i livelli non sarà possibile risolvere nessuno dei grandi problemi del nostro tempo. Rafforzare la società civile responsabile e promuovere la democrazia partecipativa è uno dei modi più concreti per superare la crisi della politica, della democrazia e delle istituzioni.

10. Costruire società aperte e inclusive.
Il futuro non è nella chiusura in comunità sempre più piccole, isolate e intolleranti che perseguono ciecamente i propri interessi ma nell'apertura all'incontro con gli altri e nella costruzione di relazioni improntate ai principi dell'uguaglianza e alla promozione del bene comune. Praticare il rispetto e il dialogo tra le fedi e le culture arricchisce e accresce la coesione delle nostre comunità. I rifugiati e i migranti sono persone e come tali devono vedere riconosciuti e rispettati i diritti fondamentali.

Queste priorità devono essere portate avanti da ogni persona, a livello locale, nazionale e globale, in Europa come nel Mediterraneo.

Per realizzarle abbiamo innanzitutto bisogno di agire insieme con una strategia comune e la consapevolezza di avere un obiettivo comune.

Per realizzarle abbiamo bisogno di dare all'Italia un governo di pace e una nuova politica, coerente in ogni ambito, e di investire con grande determinazione sulla costruzione di un'Europa dei cittadini, federale e democratica, aperta, solidale e nonviolenta e di una Comunità del Mediterraneo che, raccogliendo la straordinaria domanda di libertà e di giustizia della primavera araba, trasformi finalmente quest'area di grandi crisi e tensioni in un mare di pace e benessere per tutti.

Assisi, Rocca Maggiore, 25 settembre 2011
22/09/2011: ANPInews N.4 - 20/27 settembre 2011

Cari amici, siamo giunti al numero 4 del nostro nuovo esperimento comunicativo: ANPInews.
Vi saremmo grati se poteste farci avere un vostro giudizio, proposte, e tutto quello che riterrete opportuno al fine di migliorare uno strumento che consideriamo di robusta utilità per diffondere il nostro impegno, le nostre ragioni ideali, le nostre battaglie per la democrazia, la memoria della Resistenza, il futuro del Paese.
LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

Notazioni del Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia:
"Ci hanno talmente abituati a leggere tutti i giorni, sulla stampa, delle cose che un tempo sarebbero state incredibili ed inaccettabili, che oggi si corre il rischio di sottovalutare ciò che sta avvenendo sotto i nostri occhi e che ormai – bisogna dirlo – sa molto di sovvertimento di tutti i valori fondamentali della convivenza civile e di tutte le regole di un Paese democratico."

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14/07/2011: Il "grazie" di Egeo.

Cari amici,

leggete il ringraziamento di Egeo Mantovani per la festa dei suoi 90 anni.

90_anni_Egeo.pdf
17/05/2011: APPELLO PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 2 GIUGNO A ROMA

Cari amici,

vi alleghiamo l'appello per la manifestazione nazionale del 2 giugno a Milano. Per ottenere una grande partecipazione e una eco effettivamente nazionale è IMPORTANTISSIMA la vostra collaborazione: siamo a chiedervi dunque di diffonderlo attraverso tutti gli strumenti di comunicazione che avete a disposizione. Importanti sono anche adesioni di personalità della cultura del vostro territorio, dei sindaci, presidenti di province e regioni, e di vostri interventi di sensibilizzazione sulla stampa locale.

DOBBIAMO COSTRUIRE UNA ROBUSTA RETE CIVILE.

Capite bene quanto sia preziosa questa occasione per il nostro impegno a difesa e promozione della democrazia nel Paese.

Certi della vostra collaborazione,

vi giungano i nostri saluti.

IL COMITATO NAZIONALE ANPI

P.S: potete farci giungere adesioni, notizie, articoli e quant'altro a questo indirizzo di posta elettronica. NON APPENA DISPONIBILE, VI INVIEREMO IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA DEL 2 GIUGNO.

scarica l'appello
04/05/2011: Amministrative e referendum: appello Anpi alla partecipazione

Appello del Comitato nazionale dell'Anpi per la più ampia partecipazione sia alle prossime elezioni amministrative nche al voto referendario di giugno.

Questo l'appello per le elezioni amministrative.

"L?ANPI invita i sui soci e tutti i cittadini che si richiamano ai valori di libertà e giustizia, solidarietà e pace, che hanno animato la Lotta di Liberazione e sui quali si fonda la Costituzione della Repubblica:

- a prendere parte alle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio per contrastare con efficacia l?astensionismo affinché, con una grande partecipazione al voto, in particolare delle nuove generazioni, esso si confermi come una essenziale conquista democratica;

- a dedicare il proprio voto, in presenza di una grave crisi della democrazia e dei continui attacchi cui è soggetta, a quelle forze politiche ed a quei candidati per i quali l?Antifascismo e la Resistenza costituiscono un patrimonio irrinunciabile e che in coerenza con valori, i principi e gli obiettivi della Costituzione, ispirano i loro programmi e la loro azione all?esigenza di un rinnovamento politico e sociale del Paese ed in particolare della realizzazione di un futuro dignitoso e sereno per le nuove generazioni".

E questo l'appello alla partecipzione per il voto rfeferendario del 12 e 13 giugno.

"L?ANPI invita i suoi soci e tutti gli antifascisti e i democratici a partecipare al voto referendario del 12 e 13 giugno e a dare indicazioni coerenti col dettato Costituzionale, coi principi di libertà, giustizia, uguaglianza. A favore quindi della tutela dei beni pubblici, contro tutti i provvedimenti che possono mettere a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini, e contro quelli che contrastano con l?esigenza e la necessità di una giustizia uguale per tutti".

leggi l'appello sul sito nazionale
25/04/2011: 25 APRILE, l'intervento del Presidente SMURAGLIA a Milano

17/04/2011: L'Anpi coscienza critica dell'Italia

Intervista a Carlo Smuraglia nuovo presidente nazionale dell'Associazione partigiani

leggi l'intervista
06/04/2011: L'ANPI Nazionale sul disegno di legge che abolisce la XII Disposizione transitoria della Costituzione

Roma, 6 aprile 2011

A proposito del Disegno di Legge costituzionale, depositato alla Segreteria di Palazzo Madama da cinque senatori della destra, volto ad abolire la XII Disposizione transitoria della Costituzione Repubblicana che vieta ?la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista?, l?ANPI (Associazione nazionale Partigiani d?Italia) denuncia questo proposito odioso e provocatorio.

Si tratta dell?ennesima aggressione alla Costituzione, la più dissennata tentata dalla destra e dal suo governo.

Sul fascismo e sui suoi misfatti di dittatura, miseria, guerra, occupazione straniera del Paese, torture, crimini e stragi, pende implacabile e incancellabile da ogni revisionismo il giudizio della storia.

Sull?Antifascismo, sulla Resistenza e sulla Liberazione fondano la Costituzione, la Repubblica e la Democrazia riconquistata!

Contro l?esecrabile tentativo di riaprire la porta alla costituzione del partito fascista e di abolire il reato di apologia del fascismo, l?ANPI chiede la mobilitazione unitaria in tutto il Paese dei partigiani, degli antifascisti e delle loro associazioni insieme alle forze della politica, della cultura, dei sindacati e dell?associazionismo democratico.

Dalla Guerra di Liberazione,
dal 25 Aprile
non si torna indietro.


IL COMITATO NAZIONALE ANPI
06/04/2011: Il saluto dell'Anpi Nazionale alla manifestazione del 2 aprile
Cari amici,
in allegato il saluto dell'Anpi Nazionale (il cui testo corrisponde esattamente a quello dell'ordine del giorno approvato dal nostro Congresso Nazionale) alla manifestazione del 2 aprile indetta da Emergency.
30/03/2011: EGEO MANTOVANI ELETTO NEL COMITATO ONORARIO NAZIONALE
Pubblichiamo ulteriori quattro contributi video relativi al Congresso nazionale di Torino. Nel primo il gruppo musicale Primule Rosse canta " Bella ciao " insieme ai Partigiani, nel secondo " I ribelli della montagna " nella versione dei Modena City Ramblers. A seguire lo stupore del nostro Egeo Mantovani alla nomina nel comitato onorario nazionale e l'abbraccio commosso con Loris Maconi.










30/03/2011: MONZA E BRIANZA AL CONGRESSO NAZIONALE DELL'ANPI
Si è svolto a Torino il 15° congresso nazionale dell'ANPI.
Per la provincia di Monza e Brianza hanno partecipato come delegati il partigiano e presidente onorario Egeo Mantovani, il presidente effettivo Loris Maconi, la vicepresidente Patrizia Zocchio, Paola Pozzoli presidente della sezione di Carate Brianza e Sergio Cucci presidente della sezione di Bovisio Masciago.

Pubblichiamo i video degli interventi di Pozzoli e Zocchio e la lettera aperta di Cucci.







Di seguito la lettera aperta a tutta l'ANPI da parte di Sergio Cucci.

" Quattro mesi fa alcuni lavoratori immigrati salirono su una gru a Brescia e sulla Torre della ex Carlo Erba a Milano per rivendicare il permesso di soggiorno, il diritto alla dignità, al lavoro, alla vita. Da quella vicenda ci è sorta la domanda su come possiamo sviluppare al meglio concretamente l’intervento dell’A.N.P.I. contro il razzismo dilagante.
In Italia ci sono sempre stati episodi di intolleranza verso gli “stranieri” e i “diversi” (nomadi, disabili ecc.). Oggi, a differenza del passato, questi episodi non solo hanno spesso un largo seguito, ma sono di fatto istituzionalizzati dai partiti di governo, Lega Nord e PDL. E dalle amministrazioni locali guidate sempre dal centro destra.
Senza avere, secondo noi, una risposta adeguata dell’Italia democratica.
Ricordiamo la legge Bossi-Fini (la madre della politica anti – immigrati), l’ invenzione del reato di clandestinità, i C.I.E., veri e propri luoghi di sospensione del diritto . A livello locale: la schedatura delle impronte digitali dei bambini rom a Milano (contro la quale ci fu una ferma risposta dei partiti e delle associazioni democratiche, A.N.P.I. in testa). I rastrellamenti dei cosiddetti clandestini . I numerosi provvedimenti per negare agli immigrati il diritto alla cittadinanza, alla residenza, alla casa, all’istruzione, alla salute ecc. ecc.. Il razzismo e l’intolleranza sono un problema quotidiano anche per i giovani immigrati. Bambini e ragazzi di colore spesso si trovano a subire provocazioni da parte di loro coetanei “bianchi” nelle scuole. Anche il linguaggio comune usato per parlare degli immigrati è spesso uno stimolo al razzismo. Pensate all’uso del termine“extracomunitario”. O quando le amministrazioni locali elogiano carabinieri e polizia locale per avere “scovato” dei clandestini come fossero animali molesti.
Ma il razzismo non riguarda soltanto immigrati e nomadi. Nel novembre scorso tre deputati del P.D. denunciarono che a Roma, su una dispensa di diritto costituzionale del Comune, c’era scritto : "L'articolo 3 della Costituzione nella prima parte enuncia il principio di uguaglianza. Non bisogna però considerare uguali a noi persone in condizioni inferiori alle nostre (handicappati)".
Questa la situazione in cui è sbocciata la protesta degli immigrati di Brescia e Milano.
Una lotta che ha rappresentato una grossa novità nel nostro paese.
Hanno scelto una forma di lotta estrema, molto, molto dura sul piano della sofferenza umana. Gli immigrati di Milano hanno vissuto sulla Torre 28 giorni, quasi un mese, di cui moltissimi sotto diluvi frequenti ed i primi rigidi freddi dell’inverno in arrivo. Una sofferenza inaudita.
La solidarietà ricevuta dall’Italia democratica è stata secondo noi insufficiente. Ci risulta che soltanto Emergency e qualche altra associazione hanno fornito aiuto e solidarietà. I sindacati li hanno supportati un po’ con le “trattative” con la prefettura. E poco poco altro. Alcune sezioni dell’A.N.P.I. di Milano, della provincia di Monza e Brianza e qualcun’altra del comasco e del pavese hanno dato piccoli contributi, concreti e politici. Ma nulla di più. Pensiamo che la sottovalutazione di questa lotta sia stato un errore. Pensiamo che sia stato un errore leggere questa vicenda come un episodio di umana disperazione, come ormai ne succedono tanti. Siamo convinti che sia stata un tentativo importante per il riconoscimento dei diritti degli immigrati e contro il razzismo. Se l’Italia democratica avesse supportato con tutti i mezzi questa lotta, dandone ben altro risalto, politico e culturale, forse anche l’esito della stessa sarebbe stato diverso, almeno dal punto di vista culturale.
Il Congresso deve indicare cosa vuole dire essere la “coscienza critica dei partiti”. La lotta degli immigrati di Via Imbonati, ci induce a chiedervi se non sia a volte opportuno, impegnarci in certi casi concretamente per la difesa di condizioni di vita reali, siano lavoratori, siano immigrati o altro. Ci domandiamo se davvero raccogliamo il testimone dei partigiani, se non interveniamo a volte anche direttamente nelle situazioni reali. La lotta degli immigrati, con gli immigrati, per l’uguaglianza, contro il razzismo, secondo noi è una lotta di grande importanza politica e culturale, oltre che di rilevanza nazionale e merita, secondo noi un impegno diverso.

Il razzismo era uno degli elementi principali del nazifascismo. Oggi per noi, prima ancora che a livello politico, pensiamo che sia tornato ad essere un’ emergenza sociale e culturale. Frutto avvelenato della globalizzazione fondata sull’accentramento delle ricchezze e sulla povertà dilagante. Frutto di una società, italiana, ma non solo, che in maniera sempre più estesa sostituisce i valori di eguaglianza e solidarietà con l’egoismo generalizzato e l’indifferenza. Dis-valori già visti in passato e che hanno portato danni incalcolabili. Come affrontiamo questa emergenza? "

Continua la documentazione del congresso di Torino dei nostri delegati per il provinciale Monza e Brianza; qui sotto la compagna Camusso, Patrizia Zocchio e la presidente Stucchi.

27/10/2010: Più forza all'antifascismo, più futuro per la democrazia - DOCUMENTI PER IL 15° CONGRESSO NAZIONALE



26/09/2010: No all'insegnamento dell'uso delle armi e della cultura militare nelle scuole
24/04/2010: Intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al 65° anniversario della Liberazione